La storia di J.K. Rowling

Joanne Rowling, a tutti oggi nota come J.K. Rowling nacque a Chipping Sodbury, vicino Bristol, nel Regno Unito, il 31 luglio 1965. Visse a Bristol o nei dintorni fino all’età di nove anni, poi si trasferì insieme alla famiglia a Tutshill, un paese accanto a Chepstow nel Galles del Sud, da cui poteva ammirare un bellissimo castello, che dà sul fiume Wye.
L’amore per i libri e la parola scritta Joanne lo ereditò da sua madre, Anne Rowling. Anne era una lettrice accanita e appassionata, tanto che durante la giornata non c’era momento più felice di quando si sedeva sulla sua poltrona a sfogliare un libro.
Joanne sapeva che la sua strada era la scrittura sin da piccolissima, ma non avrebbe mai pensato di vedere il suo sogno realizzato. Durante l’infanzia, ideò diversi racconti, tra cui il più famoso è la storia di Rabbit, un coniglio malato di morbillo. Essenziale per la sua carriera letteraria fu l’incoraggiamento della madre, Anne, che non si stancò mai di spronarla.
A scuola incontrò diversi ostacoli. Era una bambina ansiosa e timida, anche se cercava di ostentare sicurezza, alzava spesso la mano, un po’ come il personaggio di Hermione, in modo da non mostrare agli altri le sue debolezze. La sua prima scuola, la St. Michael, era situata nella periferia di Bristol. Poi continuò gli studi a Tutshill. Lì, il primo giorno, la Signora Morgan diede a tutti gli studenti un test di matematica, li valutò, e distribuì i posti nell’aula ai ragazzi in base all’impressione che aveva avuto del loro livello d’intelligenza. Joanne, inizialmente, fu assegnata alla fila degli studenti meno svegli, ma si impegnò tanto che, alla fine, riuscì a guadagnarsi un posto fra gli studenti più in gamba.
Alle superiori, poi, si trovò meglio. Come Harry, Jo aveva 11 anni quando cominciò a frequentare la scuola di Wyedean, e ne aveva 17 quando terminò gli studi.
Ai tempi della scuola, J.K. Rowling non era molto socievole, era piuttosto timida e passava il tempo a scrivere. Scriveva ovunque.
Al sesto anno, a scuola arrivò un ragazzo nuovo, Sean Harris, che aveva vissuto a Cipro per anni col padre che era nell’esercito. Divenne il suo migliore amico. Il personaggio di Ron Weasley – ha dichiarato l’autrice- è ispirato a lui, perché, come Ron, Sean aveva una Ford Anglia turchese.
Quando la Rowling aveva solo 15 anni, a sua madre fu diagnosticata la sclerosi multipla, evento che segnò profondamente la scrittrice visto il loro legame.
Dopo la scuola, la Rowling studiò Lingue all’Università di Exter per quattro anni, compreso un anno trascorso a Parigi a insegnare inglese. A indirizzarla verso questa strada, anziché verso lo studio della Letteratura, furono i suoi genitori, convinti che la conoscenza delle lingue l’avrebbe facilitata nella ricerca di un lavoro.
Fu una decisione strana, avrebbe ribadito Joanne anni dopo, per una che voleva soltanto fare la scrittrice.
Dopo l’università, si recò a Londra a seguire un corso per segretarie bilingue. L’unica nota positiva di quel corso -e qui il destino ci mise lo zampino- fu l’aver imparato a scrivere a macchina. Poi, lavorò per Amnesty International. Quando ebbe per la prima volta l’idea di scrivere Harry Potter, la Rowling si trovava su un treno per Manchester perché il suo ragazzo si stava trasferendo là e le aveva chiesto di andare con lui. Agli occhi della sua immaginazione, all’improvviso, si presentò un ragazzo di nome Harry. Dietro non aveva carta e penna, così non potè annotare nulla, ma si limitò a pensare e fantasticare e si disse che se il tutto non fosse sopravvissuto a quel viaggio in treno significava che non valeva la pena ricordarlo.
In seguito, trovò un impiego all’università, ma non era affatto felice. Sua madre morì circa un mese dopo il suo trasferimento. Joanne ha affermato di aver scritto tantissimo su Harry Potter nei sei mesi precedenti la scomparsa di sua madre e di non aver mai cambiato la trama fondamentale del romanzo dopo quel terribile avvenimento.
La morte di sua madre la spinse a partire e ad accettate un’offerta di lavoro come insegnante di inglese in Portogallo. Lì conobbe un giornalista, Jorge Arantes, che sposò e dal quale ebbe una figlia, Jessica. Il loro matrimonio, però, naufragò presto e la Rowling si ritrovò da madre single a dover badare a una figlia piccola. Joanne cadde così in una terribile depressione. Tornò in Inghilterra, dove per un po’ dovette vivere con il sussidio di disoccupazione.
Joanne si considerava un vero fallimento. Poi, decise di fare quello che sapeva fare meglio e si mise a cercare di finire “Harry Potter e la pietra filosofale”, i cui primi tre capitoli erano già stati definitivamente abbozzati durante l’esperienza in Portogallo. Riusciva a dimenticarsi di ogni pensiero negativo, ogni volta che si sedeva alla sua scrivania o al tavolo di un caffé a scrivere, e così iniziò a scrivere sempre di più. Si affidò ad un’agenzia letteraria e inviò Harry Potter a diversi editori, prima che qualcuno considerasse la storia interessante e degna di essere pubblicata. Stava iniziando a perdere fiducia nel suo libro. Poi, finalmente, un giorno, il romanzo arrivò alla casa editrice Bloomsbury. L’editore le fece presente che sarebbe stato impossibile campare sui guadagni derivanti dalla vendita del libro e le consigliò di trovarsi un lavoro. Così, Joanne tornò ad insegnare. Pian piano, il libro si diffuse e piacque così tanto ai lettori che arrivò in cima a tutte le classifiche.

E così il fondo che avevo toccato diventò la solida base su cui ricostruire la mia esistenza.” (J.K. Rowling)


In questo modo, Joanne Rowling, da madre single, depressa e disoccupata, divenne una delle migliori autrici di best-seller di tutti i tempi.
Se avete voglia di approfondire ulteriormente l’argomento, vi invitiamo a guardare il film biografico su di lei, disponibile su Prime, “Parole magiche -la storia di J.K. Rowling”.

A cura di Franny.

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