It’s okay to not be okay-serie TV

C’è una serie Netflix coreana che mi è piaciuta davvero tanto. Si chiama “It’s okay to not be okay” (in italiano “Va bene non stare bene) e racconta la storia di una giovane scrittrice di strane fiabe un po’ horror per bambini, Ko Moon-young (interpretata da Seo Ye-ji) , di un giovane infermiere costantemente in fuga da misteriosi traumi del passato, Moon Gang-tae (interpretato da Kim Soo-hyun) e da suo fratello maggiore, un ragazzo autistico provvisto di un grandissimo talento per il disegno, che tuttavia è tormentato da incubi ricorrenti su delle farfalle mostruose, Moon Sang-tae (interpretato da Oh Jung-se).

Moon-young e Gang-tae si incontrano in occasione della lettura di uno dei suoi libri, che la scrittrice tiene nel reparto pediatrico dell’ospedale, dove Gang-tae lavora. Nel bel mezzo dell’evento, tuttavia, un malato psichiatrico, che era stato internato dopo aver tentato di uccidere la figlia e di suicidarsi, irrompe nella sala, alla ricerca della sua bambina. La sicurezza dell’ospedale fa il possibile, ma l’uomo riesce ad agguantare la bambina, a prenderla e portarla via. L’unica ad accorgersene è Moon-young, che insegue il pazzo dietro le quinte e rischia di essere uccisa per strangolamento pur di fermarlo. In quel frangente, ricorda di quando il proprio padre cercò di strangolarla allo stesso modo, quando era piccola. Per fortuna, tempestivamente arriva Gang-tae. Moon-young, presa dall’istinto e afferrato un coltello, è pronta a scagliarsi contri l’uomo, ma Gang-tae si mette di mezzo e si ferisce seriamente a una mano pur di impedirlo. La sicurezza dell’ospedale arriva. Gang-tae dice alla donna che è una pazza e che poteva uccidere il paziente. Lei fa spallucce e dichiara che un uomo che voleva uccidere sua figlia per non morire da solo è un vigliacco e che, perciò, se lo meritava.

Gang-tae, che era andato all’evento per ottenere un autografo dalla scrittrice per suo fratello, che è un suo grande fan, non aggiunge niente e se ne va. Moon-young torna al suo albergo, dove ad attenderla ci sono il suo editore, Lee Sang-in (interpretato da Kim Joo-hun) e la direttrice artistica, nonché autista e tuttofare costantemente sfruttata Yoo Seung-jae (interpretata da Park Jin-joo).

Il signor Lee vede al tg quanto accaduto durante la lettura del libro di Moon-young e consapevole dei vari problemi che la donna crea, a causa del suo disturbo di personalità, decide di chiamare Gang-tae per risarcirlo dell’accaduto.

Sang-tae, intanto, si arrabbia con il fratello perché non è riuscito a portargli l’autografo di Moon-young, la scrittrice di favole come “Il cane di primavera”, “Il bambino zombie”, ecc.

Così, quando l’editore Lee si scusa dell’accaduto, Gang-tae coglie al volo l’occasione per rivedere Moon-young e far contento Sang-tae. Nel frattempo, per quanto avvenuto, ha perso il lavoro e i ragazzi sanno di essere costretti nuovamente a trasferirsi, insieme al fidato amico Jo Jae-soo che ormai li segue dappertutto da anni.

Quando si rivedono, Gang-tae dice a Moon-young che lei gli ricorda una bambina terribile che gli piaceva quando era bambino, ma che più di una volta fece di tutto per allontanarlo. Ottiene l’autografo e se ne va. Moon-young, che è rimasta colpita dal bell’infermiere, vuole fare di tutto per non perderlo di vista. Così, chiede di scoprire come si chiama e dove vive a Yoo Seung-jae.

Riesce a invitarlo alla presentazione del suo nuovo libro, insieme al fratello. Lì, il ragazzo, affetto da autismo, viene maltrattato da un genitore, per aver cercato di parlare di dinosauri con un bambino. Allora, Moon-young interviene teatralmente e lo difende. Un giornalista locale ha visto tutto e ricatta Moon-young, promettendo di rovinarla. I due litigano e l’uomo cade dalle scale.

La casa editrice del Signor Lee viene investita così da una bufera mediatica. Tutti i media se la prendono con Moon-young e l’editore è costretto a dichiarare presto banca rotta.

Gang-tae incontra allora Nam Ju-ri, innamorata di lui non corrisposta sin da bambina, che lo invita ad andare a lavorare nell’ospedale psichiatrico OK, dove lavora anche lei, nella cittadina dove sono cresciuti.

Gang-tae, dopo un’attenta riflessione, accetta e si trasferisce lì. Lui e suo fratello mancavano da quel luogo da molti anni, dopo essere fuggiti in seguito alla tragica morte della madre per omicidio.

Moon-young, venuta a sapere che Gang-tae ha trovato lavoro lì, decide di ritornare anche lei in quel posto. Moon-young, infatti, era cresciuta lì con il padre e la madre- anche lei scrittrice seppure di gialli- in una villa misteriosa al limitare del bosco. Riapre la casa abbandonata e vi si insedia. Lì, è accaduto un altro cupo omicidio che la tormenta, ma di cui non vuole parlare: suo padre ha ucciso sua madre. Lo stesso padre, che lei non vede da tempo, è ricoverato all’ospedale psichiatrico OK.

Si reca lì, come le era stato richiesto dalla direzione, per firmare un consenso necessario da parte sua per un’operazione che il padre doveva subire per curare un brutto tumore al cervello. Allora, incontra Gang-tae, che cerca in ogni modo di evitarla e mandarla via, dicendole che lei è solo una lattina vuota priva di sentimenti.

Gang-tae, dal canto suo, però come dice il suo amico Jae-su, ha sempre un sorriso finto da Joker, stampato in faccia e pare lui stesso privo di emotività.

Il direttore dell’ospedale riesce con una scusa a convincere Moon-young a tenere un corso di scrittura per i pazienti, al fine di farle risolvere i suoi conflitti col padre.

La storia principale si intreccia con quella dei vari pazienti, che uno ad uno, risolvono le proprie problematiche e guariscono grazie all’aiuto e alla gentilezza di Gang-tae e ai metodi bruschi e alle favole di Moon-young. Lo stesso Sang-tae diventa un bravissimo disegnatore e viene assunto da Moon-young come illustratore del suo nuovo libro, che dovrà salvare le sorti della casa editrice del Signor Lee. Il libro tratterà la vicenda di tre protagonisti senza volto, alla ricerca della propria faccia e delle proprie emozioni: un uomo con la testa in una scatola, una ragazza con il corpo a forma di lattina vuota e un ragazzo dal sorriso falso.

Questo drama è per chi ama le trame psicologiche, thriller, un po’ horror, con un pizzico di romanticismo e personaggi dalle personalità sorprendenti. Lo consiglio vivamente. Non fatevi spaventare dal fatto che, come spesso accade per le serie coreane, il programma è in lingua originale e semplicemente visionabile coi sottotitoli in italiano.

Cosa ci sarà dietro il caratteraccio di Moon-young? E dietro il finto sorriso di Gang-tae? E cosa ancora dietro il disperato e ossessivo terrore per le farfalle di Sang-tae?

Scopritelo guardando “It’s okay to not be okay.”

Ecco il trailer:

A cura di Franny.

4 risposte a "It’s okay to not be okay-serie TV"

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