Racconto motivazionale: il cactus senza braccia

Ciao a tutti! Oggi, voglio condividere con voi un breve racconto motivazionale, che ho scritto recentemente. Lo sapevate, innanzitutto, che i cactus, se si rompono, non muoiono, ma addirittura la parte spezzata può essere trapiantata e dare origine a una nuova pianta?

Il cactus senza braccia

C’era un piccolo cactus, che aveva la sua casa su un mobiletto, in un sottoscala, nei pressi di una finestra da cui filtrava la luce. Stava vicino all’appartamento della famiglia che lo aveva adottato, una domenica pomeriggio, nel reparto piante di un centro commerciale.
Era giovane e non aveva bisogno di troppe cure. Gli bastava un po’ d’acqua ogni tanto e assorbire sul suo fisico di pianta grassa la luce del sole.
Nella sua vita semplice, era molto felice, motivo per cui era deriso e incompreso dalle altre piante del sottoscala, che spesso e volentieri lo prendevano in giro.
Il cactus era allegro e resiliente, quasi come una quercia. Il problema era che un cactus non è davvero una quercia.
Un giorno, al mattino presto, era stato spostato sul davanzale della finestra, perché era arrivata a casa un’azalea, che si era guadagnata il suo posto.
La finestra, però, come il cactus non avrebbe mai potuto sospettare prima che accadesse, era difettosa e talvolta si spalancava all’improvviso a causa delle folate di vento. Fu così che il cactus, una sera, dopo giorni di accettazione della sua nuova collocazione, fu sorpreso da una fortissima raffica di vento, che spinse verso l’interno del pianerottolo, con violenza, le ante della finestra. Il cactus, così, fu scaraventato bruscamente a terra.

Scosso dall’accaduto, dopo essere rimasto un po’ in stato confusionale, si accorse che aveva perso le braccia, in seguito all’impatto con il pavimento. Tuttavia, data la sua capacità di sopportare condizioni estreme, non era morto. I suoi padroni lo raccolsero e radunarono con dei guanti anche i resti delle sue due braccia. Poi, li portarono via, richiudendosi la porta dell’appartamento alle spalle. Quando tornarono ore dopo, con due nuovi vasi, il cactus restò sorpreso: non era più solo, le sue braccia erano state trapiantate nei nuovi vasi, in modo da poter sopravvivere. Pochi sanno che i cactus se si spezzano, anziché morire, possono moltiplicarsi. Così, il cactus, da uno, aveva acquisito due fratelli. Aveva dovuto soffrire, perché ciò accadesse, superare difficoltà, ma poi ciò era successo e si era ritrovato a non essere più solo. Fu così che, nuovamente, il cactus disse a se stesso che anche gli esseri più deboli e le piante più piccole possono essere realmente resilienti come le querce e produttivi persino!

Questa storia è stata ispirata dalla caduta accidentale di un povero cactus😅🌵. Il messaggio, che trasmette, è davvero profondo e di forza. Siate resilienti, come un cactus!

A cura di Franny.

4 risposte a "Racconto motivazionale: il cactus senza braccia"

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