La laguna delle farfalle- racconto

“La laguna delle farfalle” è una favola che ho scritto anni fa e non avevo mai terminato. Ultimamente, colta dall’ispirazione, l’ho rivista e conclusa. Mi sta a cuore, così ho pensato di condividerla.

La laguna delle farfalle

La laguna delle farfalle era un posto di straordinaria bellezza, un lembo d’acqua separato dal mare e dai territori più frequentati, per proteggere un popolo, la cui esistenza era in pericolo.

Non a caso, gli antichi la chiamavano laguna delle farfalle. Oggi, non esiste più, si sono perse le sue tracce. Forse, la barriera si è chiusa per non riaprirsi… forse questo luogo era meramente leggendario, come la leggenda dell’amore che custodiva.

Delilah aveva sempre guardato con curiosità ed entusiasmo al mondo esterno, che si estendeva oltre Tabath, il piccolo villaggio in cui il suo popolo era confinato da generazioni. La sua gente poteva vederlo, sorvolarlo, ma era condannata a non avere la possibilità di viverci o di volare abbastanza lontano per poterlo esplorare nella sua piena estensione.

Delilah, come tutti gli abitanti di Tabath, doveva sopportare un’ingiusta costrizione: quando lasciava di notte la laguna, era obbligata a muoversi nelle terre degli uomini assumendo le sembianze di una fragilissima farfalla. Tutti gli abitanti di Tabath avevano infatti stretto un patto con alcuni re, ormai defunti già da secoli, dopo che una terribile guerra aveva finito con lo spazzare via gran parte delle genti con le ali.

Delilah non era stata la prima a desiderare la libertà e a pretendere uno spazio più ampio per lei e la propria comunità. Qualche suo antenato si era perso oltre la barriera e non era più tornato per raccontare quale fine avesse fatto. Solo di Leon, suo avo paterno, si ebbe notizia. Si innamorò di Ilobel, una giovane contadina delle terre oltre il confine, e si narra che con lei rimase finché la sua nuova vita accorciata glielo permise. Sembrava che coloro che sceglievano di rimanere al di là del velo fossero condannati non solo a vivere senza ali, ma anche a dover rinunciare a diversi anni della loro esistenza.

Delilah era semplicemente interessata a capire se fosse possibile cambiare i termini dell’accordo, che gli abitanti di Tabath avevano stretto con gli esseri umani e che li confinava nella laguna. Non intendeva fare la fine di Leon. Eppure, il destino l’aveva guardata crescere in saggezza e bellezza, perché un giorno le toccasse vivere sulla propria pelle la stessa sorte.

Le foglie cadevano come pioggia, in quella sera d’autunno, quando Ian stava calpestando il terreno umido delle foreste silenziose, che terminavano giusto in prossimità della laguna proibita. I suoi simili non ci si avvicinavano. Era proibita a tutti i cavalieri del re e anche ai mercanti. Era la via per i Paesi del Sud, che pochi conoscevano e nessuno percorreva. Ad Ian ne aveva parlato un uomo anziano, di quelli che credevano ancora alle vecchie favole. Non era figlio di re e non era colto, non aveva mai avuto accesso a libri e racconti né a un’istruzione sufficiente da renderlo dotto sulle guerre passate, motivo per cui si era trovato come uno sprovveduto a passeggiare su un suolo pressocché vietato.

Delilah lo vide, di nascosto da dietro un albero. Aveva attraversato la barriera in solitudine, come ormai soleva fare spesso non appena la laguna si liberava dello spesso strato di nebbia magica in cui era costantemente immersa. Fu come per Leon. I suoi occhi incontrarono quelli dell’uomo e le sue gambe tremarono. Si chiese cosa ci facesse un essere umano così vicino alle porte di Tabath. Si mosse verso di lui per scacciarlo.

Ben presto, si rese conto che non era apparsa dinanzi a lui sotto forma di farfalla, ma con il suo vero aspetto. Il giovane si accorse inevitabilmente della sua presenza e rammentò la storia narrata dall’uomo, affezionato alle antiche leggende, sull’amore totalizzante di una contadina per un uomo della laguna probita.

“Ehi!”la chiamò.

Delilah finse, al principio, di non comprenderlo.

“Quelli come te non sono i benvenuti qui.”biascicò.

Non credeva neanche lei alle parole che stava dicendo.

“Va bene.”convenne l’uomo. “Ma cosa sei?”

Delilah sbuffò e, a malincuore, disse: “Vattene via.”

Nessuno le aveva mai toccato il cuore come quello straniero.

“Ho sentito le vecchie storie…”bobottò lui. “…la favola di Isobel e l’uomo della laguna proibita.”

Delilah provò a tramutarsi tempestivamente in farfalla, per far credere al giovane di essersi immaginato tutto. Però, non fu abbastanza svelta.

L’uomo le si avvicinò tanto da afferrarle il polso, nel momento in cui lei gli diede le spalle, preoccupato all’idea di vederla sparire. Le chiese il suo nome e lei, in un sospiro, si lasciò sfuggire “Delilah”.

La ragazza, soggiogata da uno strano incantesimo, decise a quel punto di sfruttare la situazione a proprio vantaggio e chiedere allo straniero qualcosa in più riguardo i regni vicini e le loro leggi.

Rimasero così a parlare per ore, mentre il bosco ascoltava, pacifico, i loro discorsi e si beava della purezza dei sentimenti che iniziavano a mettere radici nei loro cuori. Quando si congedarono, all’alba, Ian e Delilah si erano promessi di rivedersi ogni notte nello stesso punto al limitare del confine.

Passarono i giorni e i mesi e il loro legame divenne prezioso, come l’unione naturale dell’acqua del fiume e le terre floride delle sue rive.

Poi, avvenne ciò che era inevitabile accadesse: alcuni abitanti di Tabath scoprirono l’esistenza di una promessa fra Delilah e l’umano Ian. Delilah fu rinnegata, ma, prima che potesse scappare nel mondo degli uomini con il suo amato, abbandonare le proprie ali e vivere una breve esistenza comune, fu avvistata da alcuni cavalieri dei regni vicini. Delilah fu attaccata e ferita dalle frecce di creature ignoranti, che, prive della bontà d’animo del loro compaesano, commisero un delitto atroce. Ian, pur essendo presente, riuscì ad uccidere solo alcuni dei cavalieri. Dopodiché, si inoltrò nel bosco silenzioso, dove la ragazza, colpita a morte, era fuggita. Lì, le rimase accanto.

Vecchi, affezionati alle antiche leggende, affermano che i lamenti del giovane siano stati uditi dal cielo e che un miracolo sia occorso, permettendo ai due innamorati di vivere, al sicuro, il resto delle loro esistenze in segreto, nel bosco. Qualche cantastorie meno allegro, invece, suole ripetere, a chi glielo chiede, che Ian si spense molte lune dopo la morte di Delilah, dopo aver vegliato la sua tomba per lungo tempo.

Solo un particolare accomuna ogni finale della storia: pare che, laddove c’era una laguna, oggi ci sia un fiume.

A cura di Franny.

4 risposte a "La laguna delle farfalle- racconto"

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      1. Certo, mi è piaciuto moltissimo il tuo racconto 😘 sono un po’ latitante in questo periodo. Spero di poter tornare a essere più costante, infatti mi ero persa questo post. Un grande abbraccio ❤️

        Piace a 1 persona

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