Come tornare di buon umore e vincere la depressione

E’ un periodo buio, buissimo -se mi permettete l’utilizzo del termine-, per la storia umana. Siamo tutti spaventati, vecchi, giovani, adulti e bambini.

Lo si legge sui volti delle persone che incroci per strada. Lo senti nel tuo cuore, quando cammini, quando ti svegli la mattina o vai a dormire.

Il momento storico che stiamo affrontando, d’altra parte, non è dei più semplici e quindi è iper-legittimo sentirsi così. Chi dice di no è solo un negazionista.

C’è un’energia nera che incombe su di noi e ci sovrasta e quest’ultima ci fa essere di cattivo umore. Quindi, come fare? Come contrastare quest’ansia di vivere, che ci accompagna? Si può davvero tornare di buon umore?

La risposta è “Sì”.

Non so se avete visto tutti “Il Signore degli Anelli”- su cui, tra l’altro, ho scritto qualche post, specie sulla figura di Tolkien-, ma esso offre importanti spunti in merito. E’ una delle mie saghe preferite, tutti voi avrete un film preferito da cui trarre ispirazione, un eroe o un’eroina in cui vi rispecchiate, no? Se volete uscire dalla crisi, cominciate esattamente da lì.

Ne “Le due torri”, per l’appunto, quando a Frodo mancano le forze, ha paura, non si sente più di portare l’anello del potere fino a Mordor, il fidato amico e sevitore Sam gli dice queste parole:

“Lo so. E’ tutto sbagliato. Noi non dovremmo nemmeno essere qui. Ma ci siamo. E’ come nelle grandi storie, padron Frodo. Quelle che contano davvero. Erano piene di oscurità e pericoli, e a volte non volevi sapere il finale. Perché come poteva esserci un finale allegro? Come poteva il mondo tornare com’era dopo che erano successe tante cose brutte? Ma alla fine è solo una cosa passeggera quest’ombra. Anche l’oscurità deve passare. Arriverà un nuovo giorno. E quando il sole splenderà, sarà ancora più luminoso.”

Voi avete una citazione preferita, che vi tira su nei momenti difficili? Se sì, scrivetela nei commenti.

Il messaggio che vogliamo passare è che: tornare di buon umore si può, quanto tempo impiegare per superare la crisi dipende da noi.

Il primo passo da fare, in modo consapevole, è accettare l’avvento della crisi. Se non si accetta qualcosa, non lo si potrà mai superare. Si è come corridori bendati, altrimenti, che, non vedendo l’ostacolo che hanno davanti, continueranno a cadere anziché superarlo.

Una volta accettata la crisi, potete lasciarvi andare alle lacrime, sfogarvi, parlarne. Lo sapevate che le lacrime stimolano la produzione di endorfine, cioé gli ormoni del buon umore, che sono in grado di restituirci calma e benessere?

Okay. Potete guardare film e serie una dietro l’altra, potete mangiare dolci e schifezze oppure mangiare in modo più leggero, a seconda di cosa vi fa stare meglio. Questo periodo, tuttavia, non deve essere prolungato. Non dovete cadere preda di un torpore che, giorno dopo giorno, possa arrivare a consumarvi lentamente, a sgretolare le vostre certezze e a distruggere i vostri sogni e le vostre speranze. D’altro canto, tale periodo neppure deve essere troppo breve: se qualcosa non va, non va. Non basta scrollarsi di dosso una preoccupazione – di quelle relativamente importanti-, per star meglio. Fingere o negare che un problema esista, non solo non è sano, ma arriverà a farvi molto male, perché accumulerete criticità dentro di voi e, prima o dopo, la ributterete fuori in maniera ancora più esplosiva. Tutto, ovviamente, va proporzionato alla gravità della situazione in cui vi trovate.

Dopo aver accettato la presenza di una o più difficoltà e il vostro stato di crisi, potete finalmente passare alla fase due, quella della ripresa.

Immaginate un corpo sdraiato a terra. La fase sdraiata è quella che corrisponde al momento in cui ci rendiamo conto di essere sdraiati: qualcosa ci ha colpito e non riusciamo a rialzarci. Siamo lì e pensiamo a cosa può esserci successo: accettiamo il fatto di trovarci in tale condizione. Se stiamo abbastanza bene, quando siamo in forze, ci mettiamo a sedere. Qui siamo nella fase due, la ripresa.

Sollevare l’umore è proprio come rialzare un corpo, che ha subito un trauma, da terra. Potrebbe essere doloroso, alzarsi troppo in fretta, soprattutto se in voi è nascosta una depressione latente, di cui avete ignorato i campanelli d’allarme, così come farebbe fatica ad alzarsi una persona che ha preso una brutta botta alla schiena o alla testa.

La fase due deve cominciare con una richiesta d’aiuto. Potete far percepire il vostro malessere ad altre persone, confidarvi. Vedrete che ridimensionerete ogni cosa parlando con un familiare o un amico di fiducia. A tutto c’è una soluzione, anche alle cose più impossibili! Se siete giù di morale, non tenetevelo semplicemente per voi. Condividete il vostro stato d’animo. Condividete la vostra paura per il futuro, la vostra ansia per il Covid sia dal punto di vista delle prospettive sanitarie sia di quelle economiche, se questo è il caso. Condividere il dolore, dirlo ad alta voce, vi libera di tanti circoli mentali viziosi, in cui è facile, altrimenti ricadere. E’ come spezzarlo, renderlo più piccolo. Così, come fa bene buttarlo fuori attraverso le lacrime.

Poi, ci deve essere la motivazione. Bisogna motivarsi, allenarsi al buon umore e al superamento della crisi. Una persona sdraiata e cosciente, dopo essersi accorta di non avere ferite gravi, incomincerà a mandare messaggi al proprio cervello del tipo “Alzati”, “Alzati”, “E’ pericoloso stare fermo qui, alzati.” Ecco, dovete motivarvi in modo leggermente più complesso e diversificato, ma il principio di fondo è essenzialmente quello sovraesplicato.

Come motivarsi, dunque? Cominciate tirando fuori la forza di volontà. Dopodiché, iniziate A) a parlare a voi stessi in modo più positivo; B) a frequentare persone positive; C) a premiare i vostri piccoli successi; D) a fare qualcosa che vi spaventa; E) a uscire di casa; F) a mangiare sano e in modo equilibrato (“good food, good mood” dicono); G) a leggere libri o articoli che vi aiutino a superare i problemi che state affrontando; H) a prendervi del tempo per voi, in solitudine, per riflettere; I) a tenere un diario e a sfogarvi attraverso la scrittura/o, se non vi piace, provate a cercare un’attività alternativa che dia sfogo alla vostra creatività; L) a parlare con persone che si sono trovate in situazioni similari; M) a dosare l’uso dei Social; N) a non concentrarvi sulle notizie negative; O) ad ascoltare musica positiva; P) a meditare o a pregare, per chi è credente (di qualsiasi religione siate); Q) a vedere film positivi; R) a mangiare cioccolato; S) a limitare l’uso di bevande alcoliche, se bevete (potete farcela anche senza); T) a cucinare; U) a curare il vostro aspetto; V) a tenervi vicini animali domestici e bambini ; Z) a fare sport .

Il processo di ripresa è graduale. Non si sta meglio di botto. Per avere risultati duraturi, bisogna essere caparbi e procedere un passo positivo alla volta. E’ facile, nella fase due, malgrado la forza di volontà, sentirsi intimiditi e scoraggiati dall’entità della sfida che stiamo affrontando. L’approccio del “passo dopo passo”, che vale per portare a compimento qualsiasi progetto, è quello più funzionale e consiste nel porsi dei piccoli obiettivi, un po’ per giorno, un po’ alla volta, tentando di realizzarli uno dietro l’altro, aiutandosi anche con la soddisfazione e l’incoraggiamento che derivano dal loro progressivo compimento. Mano a mano che procederete, in questi termini, sarete in grado di rendervi conto se e quando è bene modificare la tattica o aggiustare la mira.

Infine, magicamente, arriverà il giorno in cui approderete alla fase tre, la riconquista del buon umore. E’ quello l’istante che, nella metafora usata in precedenza, coincide con il momento in cui l’individuo si tira su dritto in piedi. Potrà essere possibile, dopo giorni, dopo mesi, non si sa. Sta di fatto che quel momento arriverà, prima o dopo. Confidate in quest’eventualità, che non solo è una possibilità, ma anche una certezza.

Se non siete di buon umore, se state male, se siete depressi, se siete tristi, state tranquilli! E’ normale. Siamo dei comuni mortali, tutti noi, e non possiamo essere sempre felici, anche se sarebbe auspicabile esserlo almeno di sovente. Però, possiamo imparare a ritrovare la fiducia persa la serenità. Se siete turbati da una situazione difficile, non è perché non sapete essere abbastanza positivi! Pensate a cose come “Posso farcela!”, “Passerà!”, “Se mi è capitato, è perché posso affrontarlo!”, “Sono forte!”, “C’è a chi è andata peggio!”, “Posso provare a gestirlo!”. Il Covid, ad esempio, ci ha straniti e fossilizzati tutti, come succede con ogni scenario nuovo e critico.
Ciò, però, non deve demoralizzarci troppo! Prima o poi, lo sconfiggeremo.

Non fate come il bambino che resta combattuto in cima allo scivolo, accettate i vostri problemi, le vostre difficoltà, le vostre debolezze, la vostra depressione, e scendete giù.

Depressione e Coronavirus

Il Coronavirus, le quarantene, il lockdown, hanno lasciato delle tracce significative nelle nostre menti e hanno notevolmente diminuito il nostro benessere psicologico. A certificare quest’evidenza è stata una squadra di ricercatori del King’s College di Londra, la cui review è stata pubblicata nella rivista The Lancet. Dopo un’estate di discesa dei contagi, ci si aspettava che le cose fossero migliorate, ci siamo illusi che tutto tornasse alla normalità… e tornerà alla normalità, ogni cosa, solo non subito. Quindi, dobbiamo prepararci ad affrontare le sfide future in modo solido, senza farci prendere dal panico, metabolizzando volta per volta i cambiamenti, le difficoltà, le situazioni di rischio o di limitazione che si presenteranno.

La cosa è difficile soprattutto per chi ha vissuto l’esperienza del Covid-19 da vicino, per chi lo ha preso in forma grave, per chi ha visto familiari o parenti o amici spegnersi in seguito a questa patologia. Queste persone sicuramente hanno vissuto la situazione in maniera più drammatica e stressata di altre e non possono non essere esenti da disturbi depressivi (anche lievi), ansia, attacchi di panico, disturbi post-traumatici da stress. Ogni individuo, ovviamente, gestisce il tutto in modo diverso, perciò non è bene neanche generalizzare. Ci sono individui anche molto forti, già resilienti, perchè abituati a convivere con situazioni e scenari ad alto rischio.

Tutti, ad ogni modo, abbiamo dentro di noi qualche strascico. La quarantena, il lockdown, le preoccupazioni economiche (per chi ha un’attività, per chi ha perso il lavoro, per chi non riusciva a trovarne uno nuovo), il distanziamento sociale, la restrizione dei movimenti, tutto questo ha lasciato un segno in noi. Abbiamo sviluppato paure e angosce nuove, abbiamo sperimentato fenomeni come la perdita della routine, la riduzione dei contatti sociali , il senso di coercizione, l’insicurezza in relazione al futuro, l’impossibilità di assistere persone care malate o dare un ultimo saluto a parenti lontani che sono venuti a mancare.

Il futuro che ci aspetta è una nuova incertezza e non dobbiamo smettere di preoccuparcene, ma neppure dobbiamo affogare nelle nostre preoccupazioni. Se ci allontaneremo, ci terrà vicini il web, il telefono, le videochiamate. Esistono, inoltre, numeri di emergenza dedicati.

Una cosa molto importante è dare sostegno alle attività che stanno chiudendo o che chiuderanno o che faranno orari ridotti, perchè se lo meritano. Hanno fatto molti sacrifici, ristoranti, bar, negozi, palestre, ecc._ e dobbiamo rivolgere un po’ di solidarietà a queste attività, ricordandoci che dietro di esse stanno delle persone, madri e padri, fratelli, sorelle, amici, amiche, persone che hanno assunto altre persone dando loro speranze ed opportunità. Di supporto e gratitudine, poi, hanno bisogno anche medici, infermieri, operatori sanitari, volontari, che hanno vissuto l’emergenza in prima linea.

In ultima battuta, dobbiamo iniziare a consumare notizie positive, il che non vuol dire chiudersi in una “bolla”, ma evitare di star troppo dietro ai media e agli ultimissimi aggiornamenti. In un saggio pubblicato da Rolf Dobelli, scrittore e imprenditore svizzero, quest’ultimo ha sostenuto che, in tempi recenti, molti hanno riconosciuto gli effetti negativi per la salute umana del consumo eccessivo di cibo e ha aggiunto che, odiernamente, gli stessi effetti tossici sono prodotti dall’eccessiva e disordinata quantità di informazioni cui siamo sottoposti.

A suo parere, le notizie “riguardano per la stragrande maggioranza cose sulle quali non abbiamo alcuna possibilità di influire. Ci macinano fino al punto in cui adottiamo una visione del mondo che sia pessimistica, desensibilizzata, sarcastica e fatalistica.” Dobbiamo informarci, quindi, in modo consapevole, cosciente, a orari stabiliti, e impedendo che le informazioni abbiano la meglio su di noi e sul nostro equilibrio.

Io non sono un medico o uno psicologo, ho tratto queste informazioni da libri e siti dedicati e dalla mia esperienza personale, che ho sviluppato nel corso degli anni, quando mi sono trovata ad affrontare situazioni di emergenza, crollo emotivo o difficoltà. Il fine dei miei post è incoraggiare ed aiutare le persone ad essere più positive e a trovare la forza di andare avanti.

Non è vero che non ne usciremo migliori, come ne usciremo dipende da noi!

A cura di Franny.

14 risposte a "Come tornare di buon umore e vincere la depressione"

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  1. Grazie per la tua grande positività! Speriamo di poter uscire al più presto da questa situazione. Non sapevo avessi scritto dei post su Tolkien! Dopo vado a sbirciare 😘 La citazione che hai scelto è anche una delle mie preferite❤️

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    1. Grazie a te😊per essere passata e per il tuo commento incoraggiante! Si si giusto due o tre li ho scritti😃, non ho potuto farne a meno, adoro Tolkien, è proprio nella top ten dei miei autori preferiti❤! Di tutti i personaggi, poi, Sam è uno di quelli che preferisco, ha fatto così tanto senza mai prendersi il merito! Ah vedi, molto bene, eh lo avrei detto in effetti che potessi essere una fan de Il Signore degli Anelli anche tu📖🔝! Forse me lo hai anche detto! Certo, sbircia pure, spero ti piacciano i miei post sull’argomento 🤗😘! Si prima o poi ne usciremo💪💪

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      1. Sì anche io😊, anche se a dire la verità non l’ho letto tutto tutto, sono arrivata a metà de “Le Due Torri” e mi manca “Il Ritorno del Re”, invece ho letto tutto “Lo Hobbit”… e so i film del Signore degli Anelli a memoria😅😂❤

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      1. Che bello sentirlo😊😘💪! Eh hai proprio ragione, ce n’è tanto bisogno! Ora più che mai, ma sempre in generale… l’ottimismo è una marcia in più e se riesco a trasmetterne un po’ posso essere soddisfatta di me stessa! Anche io seguo volentieri il tuo blog, scrivi un sacco di cose interessanti e fai delle foto davvero belle… avevo un’amica di penna in Finlandia da bambina, perciò ho sempre sognato di andarci, ma poi ci siamo perse

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