Il significato della favola di Cenerentola

Cenerentola è una delle mie favole preferite, forse perché è prepotentemente realistica.

È una favola moderna, che è stata tramandata fino ai giorni nostri ed è stata raccontata nelle più disparate varianti.

Le origini

È stata inserita per la prima volta nella raccolta “I racconti”, pubblicata da Wilhelm e Jacob Grimm nel 1812. Si dice che sia un racconto di origine medievali e che sia nato in Francia, in quanto numerose versioni descrivevano la scarpetta, come una pantofolina o “pantoufle” in francese, fatta di pelliccia di vaio, che era tipicamente utilizzata nel Medio Evo da persone di alto rango e della corte. In francese vaio si pronunciava “vair” e la tradizione orale, che poi influenzò Charles Perrault e la sua versione del 1697, storpiò la parola in “verre“, “vetro”. Quella di Perrault è la versione da cui ha preso spunto la Cenerentola dei film di Walt Disney, perché priva dei dettagli cruenti caratteristici della trasposizione dei Grimm.

Qualcun altro asserisce, in realtà, che esistano tante storie di Cenerentola quanti sono gli angoli del mondo. A questo proposito, c’è chi afferma che i Grimm si siano ispirati a una storia la cui prima versione scritta sarebbe stata in lingua cinese intorno al IX secolo. Inoltre, c’è addirittura chi è sicuro che la fiaba abbia visto la luce quattromila anni fa, in Medio Oriente.

Si stima che, al mondo, esistano fino a 345 versioni diverse della fiaba di Cenerentola… 

Alcune fra le più celebri varianti sono le seguenti:

  • la versione cinese e più antica, riportata dal funzionario Tuang Che’eng-Shih;
  • “La storia di Rodopi”, la versione egiziana narrata da Erodoto e da Strabone;
  • “La Gatta Cenerentola” (1634) del napoletano Giovanni Battista Basile;
  • “La Cenerentola” di Charles Perrault (1697);
  • “La Cenerentola” dei Fratelli Grimm (1812);
  • “La Cenciosella” (dall’inglese “Tattercoats“) britannica collezionata da Joseph Jacobs nel suo “More English Fairy Tales” (1894);
  • la versione norvegese, Kari Veste di Legno, contenuta nella raccolta “Norske Folkeeventyr”;
  • la versione russa, Vasilissa la Bella, presente in una raccolta di antiche fiabe russe;

 

Il messaggio della favola

Cenerentola, però, proprio come la protagonista della sua storia, da molti rimane una favola incompresa e spesso è stata malinterpetata.

Cenerentola è la storia di una ragazza gentile, ottimista e buona di cuore, che sopporta ogni genere di sopruso, angheria, difficoltà, cattiveria… sempre con un sorriso sul viso, senza mai demoralizzarsi ed arrendersi di fronte ai torti subiti o le brutte pieghe prese dalla sua vita a causa di un destino amaro.

Non è la storia di una donna o un personaggio privo di iniziativa, che aspetta un principe per salvarsi. Lei si salva continuamente e sempre da sola, usando la fantasia e l’immaginazione per sfuggire dalla crudezza della realtà che la circonda e risvegliarsi giorno dopo giorno con una nuova dose di grinta.

Il gran ballo non è l’occasione data a Cenerentola dal destino per incontrare l’amore… lei non vi si reca per quello, ma per sfuggire alle pareti divenute strette della casa in cui abita con matrigne e sorellastre. Il suo scopo primario, infatti, non è conoscere il principe, anche se la matrigna e le sorelle invidiose temono il contrario. Succede tutto per caso… quindi, l’amore per lei non è l’unica ancora di salvezza. Se fosse andata al ballo e non avesse incontrato il principe, o peggio, se lo avesse incontrato e questo avesse invece scelto una delle sue sorellastre… cosa pensate che sarebbe accaduto dopo?

Credete davvero che la storia sarebbe finita lì e che Cenerentola si sarebbe arresa? Io sono convinta di no.

Sono convinta che Cenerentola avrebbe comunque trovato la forza di andarsene da casa della matrigna e che magari avrebbe cercato un lavoro… e che, un giorno, avrebbe fatto fortuna, avrebbe realizzato i suoi sogni, fatica dopo fatica, e avrebbe, prima o dopo, incontrato un uomo che le volesse davvero bene, capace di accettarla per quello che era.

Non a caso, nella versione norvegese della storia, Cenerentola- che è figlia di un re, che, rimasto vedovo, si è risposato con una crudele matrigna avente già una figlia, e che, cacciata di casa, dopo la partenza di suo padre per la guerra, incontra un toro parlante che l’aiuta a cambiare la sua vita- quando si reca a palazzo, lo fa per trovarsi un lavoro nelle cucine, assumendo una falsa identità, Kari Veste di Legno. Lì la accolsero e le dissero che se ne sarebbe potuta andare quando voleva, perché il lavoro era faticoso. La ragazza, però, pur di avere la possibilità di cambiare vita, non si arrese e si sforzò di resistere. Un giorno, lì arrivò un principe e le fu chiesto di servirlo. La domenica andò a una celebrazione nella chiesa del villaggio, ma, siccome non volevano farla entrare, chiese al toro di aiutarla. Questo fece apparire un vestito bellissimo. Kari si recò alla celebrazione, lì attirò l’attenzione del principe e di tutti i presenti.

Cenerentola, versione norvegese.

Se vi interessa leggere l’intera variante, la trovate qui: La Cenerentola norvegese.

In sostanza, Cenerentola non è solo la storia che avete sempre pensato di conoscere e che molte donne esageratamente femministe non vogliono far vedere alle loro figlie, perché temono che queste ultime arrivino a credere di aver bisogno di essere salvate e perché hanno paura che possano illudersi di incontrare il loro vero amore. Cenerentola è la storia di una donna forte, che sopporta di tutto, perché non può fare altrimenti, in quanto ha subito soprusi fin da bambina, e che, poi, al momento giusto ha la sua rivincita e trova anche il suo vero amore.

È la storia di una donna che non aveva motivi evidenti per essere felice, ma che fu resiliente e continuò a combattere, facendo sempre del suo meglio.

Ecco un breve video, realizzato da noi, di incoraggiamento per le Cenerentole che stanno leggendo o leggeranno questo post:

 

A cura di Franny.

12 risposte a "Il significato della favola di Cenerentola"

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