Cuoricino Sam- racconto

Voglio condividere con voi una favola per bambini che ho scritto sull’importanza della fede e della speranza.

Cuoricino Sam

Nella Valle dei Cuoricini, un lontano paese vicino alla Contea delle Appendici, dei Fegati e dei Cervelli, viveva una popolazione molto numerosa e felice.

Erano piccole creature dal colore rosso, con le mani e i piedi, che amavano andare in giro saltellando ad abbracciarsi l’un l’altro. Potevano vestirsi di tutti i colori e spesso erano molto buffi, ma risultavano simpatici a chiunque avesse la fortuna di incontrarli. Era una comunità fortunata, che riusciva a vivere in pace da secoli, anche se non era semplice, perché fondava ogni sua attività su una regola: l’AMORE.

La regola dell’AMORE si applicava alle più piccole cose. Non significava solo AMARSI GLI UNI GLI ALTRI, dirsi spesso cose come “ti voglio bene” e passare momenti allegri insieme. Era qualcosa che li univa tutti, nel profondo, qualcosa che faceva della popolazione del paese dei cuoricini una FAMIGLIA dove tutti si sentivano UNITI e UGUALI FRA LORO.

La regola dell’AMORE, innanzitutto, prevedeva il perdono e il chiedere scusa quando veniva fatto un torto a qualcuno. E bisognava farlo in maniera sincera o rischiavi di essere mandato via dal paese per sempre.

Poi significava anche altre cose, come il DONARE agli altri le cose di cui più avevano bisogno… L’essere altruisti nella maniera più totale. Ad esempio, se un piccolo cuoricino restava senza merenda gli altri cuoricini bambini erano soliti fare a gara per dargli la propria. Oppure se un cuore anziano attraversava la strada senza bastone, un cuore più giovane doveva offrirsi di sostenerlo. E, ancora, se qualcuno aveva bisogno di aiuto -qualsiasi tipo di aiuto, anche accettare l’occupazione noiosa di lucidare l’argenteria di una nonna cuoricina-, i piccoli cuori dovevano correre a fare del loro meglio.

Poi voleva dire non parlare male degli altri, né in loro presenza né quando erano distanti. E se si faceva, bisognava mordersi la lingua almeno venti volte per il rimorso di non essere stati pieni d’AMORE.

Inoltre, i cuoricini credevano, sempre seguendo la regola dell’AMORE, a due cose che ormai gli uomini sembrano aver dimenticato: il vero amore e la vera amicizia. Per loro non erano leggende metropolitane, ma verità scientifiche. Bastava aspettare, con fiducia e pazienza, e il Creatore offriva loro l’occasione di avere nella propria vita le persone giuste. Così sarebbe anche per gli esseri umani, ma alcune persone un po’ disilluse non hanno più la pazienza di aspettare.

La cosa più importante che imponeva loro la regola dell’amore, appunto, era accettare la volontà del Creatore e questa era per loro la parte più difficile di tutte… Lasciarsi guidare, senza paura, lasciare la loro vita nelle mani di un Altro, nelle mani di colui che aveva disegnato l’universo.

Fu così che, un giorno, l’armonia che aveva regnato sovrana per secoli nella Valle dei Cuoricini iniziò ad essere attaccata da una strana influenza. Un cuoricino di nome Sam, che aveva viaggiato in lungo e in largo, dopo essere stato mandato via dalla Valle per non aver rispettato molte delle regole che la comunità osservava, fece ritorno a casa. Erano passati dieci lunghissimi anni dalla sua partenza, tanto che, quando tornò dalla sua famiglia, neppure sua madre lo riconobbe. In verità, era cambiato molto. Portava un paio di occhialoni scuri e non amava guardare la gente negli occhi, aveva un cellulare all’ultima moda e se ne fregava di tutti quelli che lo circondavano. La famiglia, che aveva sperato di vedere qualche cambiamento positivo, rimase molto delusa. Sembrava che gli anni di distanza dal paese avessero allontanato ancora di più il cuoricino dalla regola dell’amore. Questo non perché allontanandosi da casa e dalle sue tradizioni avesse fatto qualcosa di male -non c’è niente di male nei viaggi, di solito sono motivo di crescita e riflessione-, ma piuttosto perché cuoricino era vuoto dentro. A cuoricino Sam non importava più di niente, era completamente insensibile a tutto e a tutti. Non sapeva più piangere né ridere, come invece facevano gli altri cuoricini. Andava in giro dicendo brutte cose a chiunque incontrasse, mettendo zizzania fra i fratelli e i cugini, diffondendo strane storie sulle ingiustizie del mondo e sulla bruttezza della vita in generale. Cuoricino Sam era diventato un infelice, qualcuno di profondamente negativo, che per sentirsi meglio doveva tirare nella propria situazione anche altri cuoricini come lui. Il sindaco avrebbe voluto cacciarlo immediatamente, dopo essersi accorto che il suo comportamento, alla lunga, avrebbe potuto seriamente danneggiare la felicità della valle. Purtroppo, però, anche questo andava contro la regola dell’amore: non accogliere con misericordia un figlio che aveva sbagliato avrebbe significato ignorare i principi sui cui si basava la comunità dei cuoricini. Bisognava dargli un’altra possibilità, un piccolo margine ancora di tempo. Infatti, essendo i cuoricini per natura buoni e profondi, un caso del genere non si era mai presentato in precedenza. Tutti gli altri cuoricini che erano stati esiliati, al loro ritorno, si erano dimostrati pentiti e migliorati.

Se Cuoricino Sam avesse continuato a comportarsi male, comunque, la comunità sarebbe stata autorizzata a cacciarlo per sempre. Si trattava, ahimè, di una decisione davvero dura e definitiva cui la maggior parte si augurava di non dover arrivare.

Da quando era in paese, però, si era diffusa, soprattutto fra i giovani, una strana malattia. I cuoricini giovani avevano cominciato, spinti dai racconti di Cuoricino Sam, a comportarsi male, a rispondere, ad avere pensieri negativi e brutti, ad arrivare a credere che il Creatore non esistesse. Giravano per la città, così, piagnucolando, con gli occhi fuori dalle orbite, correndo e facendo cose senza senso. Erano tutti malati di DIFFIDENZA, ODIO e PAURA. E, proprio per questo, non erano più felici.

Nessuno sapeva più cosa fare, era un tipo di emergenza che la comunità non aveva mai affrontato. Sembrava finita, per i loro comportamenti metà degli abitanti avrebbero dovuto essere espulsi immediatamente. Il sindaco era pronto alla decisione finale: a mandare via il disturbatore della quiete, Cuoricino Sam.

Ma, come in tutte le cose, a volte è meglio guardare la situazione da vicino. Nessuno, ma proprio nessuno, si era mai chiesto quale fosse il motivo dell’atteggiamento di Cuoricino Sam. Aspettate… nessuno eccetto sua madre Margherita, che lo amava più di ogni altra cosa e non poteva rinunciare alla speranza di poterlo vedere ritornare il cuoricino bambino che era stato un tempo.

“Aspetti, signor sindaco.”disse mamma Margherita, il giorno dell’udienza al tribunale dei cuoricini. “Mi lasci parlare con lui, mi lasci provare… io forse lo so perché è diventato così.”

Margherita diceva il vero. Nella vita di Cuoricino Sam era successa una cosa molto brutta e triste, una di quelle cose che si verificano raramente ma che quando succedono mettono sottosopra l’esistenza delle persone. La fidanzata di Cuoricino, un giorno, si era allontanata troppo nella foresta della valle ed era scomparsa. Cuoricino, disperato, si era abbandonato ai sentimenti più cupi e aveva deciso di cambiare. Se il Creatore non avesse fatto tornare la sua fidanzata, lui sarebbe diventato cattivo e avrebbe messo pensieri negativi nella testa di tutti. A volte neppure lo faceva apposta o con cattiveria, addirittura, ma dentro era tanto triste che non riusciva a comportarsi diversamente.

Ecco una cosa che possiamo imparare sulle persone diventate negative o disilluse: un tempo forse erano idealiste o piene di sogni, ma essendo successe loro cose brutte e cattive da queste si sono lasciate cambiare.

“Allora è per quella Sonia…”sussurrò il sindaco. “…un caso molto difficile… dieci anni fa ormai… roba da non credere… eppure, se solo suo figlio avesse atteso con pazienza e fiducia… ho ricevuto una lettera di una famiglia della Contea dei Fegati. Hanno trovato la ragazza molto tempo fa, ma aveva perso la memoria e non sapeva più chi era. Non l’hanno mandata da noi perché credevano fosse stata cacciata per aver infranto il nostro regolamento.”

“Cosa?”esclamò mamma Margherita incredula. “Neppure io avevo più speranze per questa storia…”

E la notizia presto si diffuse come se fosse stata sparsa qua e là dal vento.

In breve, tutti erano a conoscenza del prossimo ritorno di Sonia e tutti ne parlavano, al punto che la notizia arrivò anche alle orecchie di Cuoricino Sam. Cuoricino Sam, che ormai diceva di essere abituato agli scherzi del destino, non volle starli a sentire e si rintanò in casa con la sua negatività e la sua depressione.

Dovette crederci solo quando Sonia stessa andò a bussare alla sua porta. Quando se la ritrovò davanti rimase senza parole.

“Sei un brutto cuoricino sordo.”gli disse Sonia per prima cosa. “Non hai voluto a tutti costi avere fede e continuare a sperare di rivedermi. Anzi hai preferito arrenderti e diventare cattivo e, poi, tornare qui e cercare di rovinare anche la pace degli altri. Eppure,  avresti potuto trovarmi tanto facilmente, se solo avessi tentato!”
Cuoricino Sam, comprendendo finalmente che non poteva essere un sogno o un semplice frutto della sua fantasia, corse ad abbracciarla.

“Lo diceva sempre mia madre ,le leggi dell’universo determinano un sentiero per tutti noi. Io non ci avevo creduto, ma oggi ci credo. Vorrei che anche gli uomini lo sapessero e imparassero ad avere più fede e ad accettare le cose che succedono loro con positività. Sono stato in molti dei loro paesi e ho visto come vivono, hanno perso la capacità di ascoltare… E io sono quasi arrivato a farmi convincere da loro, nei miei viaggi, che fosse davvero la cosa giusta da fare. Quanto mi sbagliavo.”

Da quel giorno, nella Valle dei Cuoricini tornò l’armonia e anche il Cuoricino Sam e la sua famiglia furono felici. Cuoricino Sam avrebbe poi deciso di viaggiare di nuovo, insieme a Sonia, verso i paesi degli uomini per raccontare loro la sua storia e insegnare loro l’importanza della fede e della speranza.

A cura di Franny.

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