Abbracci

Per definizione, un abbraccio è un gesto volto ad esprimere affetto o amore, che si compie stringendo le braccia o le mani attorno al corpo di un’altra persona.

Gli abbracci hanno innumerevoli benefici: fanno diminuire la pressione sanguigna, alleviano ansia e stress, aumentano il buon umore e l’autostima. Sono dei veri toccasana! Ecco perché, Coronavirus permettendo, dovremmo abbracciarci di più!

È un gesto che avvicina le persone e le unisce. Si può usare per trasmettere affetto, amore, amicizia, per salutare, per confortare. Tutti questi effetti positivi sono dovuti alla principale conseguenza dell’abbraccio: l’incremento nella produzione di ossitocina, un ormone conosciuto anche come “ormone dell’amore”, che può intervenire in numerosi processi fisiologici e, tra le altre cose, favorire il positive thinking. Gli abbracci fanno bene alla salute, perché rinforzano il sistema immunitario.

Oggi, non è raccomandabile abbracciare persone sconosciute o aumentare in maniera esagerata il numero degli abbracci a causa del distanziamento sociale raccomandato dai governi di tutto il mondo per via della pandemia. Una società che non si abbraccia, tuttavia, è innaturale e anaffettiva. I primi a pagarne il prezzo sono bambini, coppie e anziani… numerosi ricercatori e psicologi hanno infatti previsto che le conseguenze su di loro potrebbero rivelarsi serie nel lungo termine.

La soluzione? Magari abbracciamoci meno, ma abbracciamoci meglio! Pretendere che il contatto fisico fra le persone si riduca ai minimi termini può avere effetti devastanti e negativi nel lungo periodo.

Strette di mano e abbracci di cortesia ad oggi sono un tabù. Si predilige un frettoloso saluto gomito-a-gomito, che non è neanche utilizzato dai più.

Qualcuno manda abbracci virtuali sui Social, a voler dimostrare che basta l’interazione tecnologica a soddisfare il bisogno primordiale che hanno gli esseri umani di sentirsi vicini. Invero, internet e il web fanno tanto ma non bastano, non possono sostituire l’interazione diretta fra due persone.

Anche se le cose vanno meglio rispetto ai passati marzo e aprile, gli abbracci sono limitati, soprattutto quelli frontali che sono definiti i più pericolosi. Gli abbracci, tuttavia, mancano così tanto che c’è chi ha provato a inventare qualcosa per consentirli in sicurezza: come quella donna americana che inventò il guanto da abbraccio, usando un telo trasparente con le maniche, per poter stringere sua madre attraverso la plastica.

C’è chi sostiene che i rischi sono proporzionali alla durata dell’abbraccio e che sono tanto più bassi quanto questo è breve. Almeno questo è quanto sostenuto da Linsey Mar, scienziata della Virginia Tech.

Non si devono però abbracciare persone che tossiscono.

Altri esperti raccomandano di abbracciare trattenendo il respiro… o abbracciare con la mascherina. Secondo Giorgio Buonanno, professore di Fisica Tecnica all’Università di Cassino e alla Queensland University of Technology di Brisbane in Australia, se si trattiene il respiro non si emettono particelle potenzialmente contagiose. Finito l’abbraccio, però bisogna distanziarsi rapidamente di un paio di metri per non respirare la stessa aria.

Un altro tipo di abbraccio sicuro è quello che si può effettuare rivolgendo i volti in direzioni opposte. Va indossata la mascherina.

Potreste anche provare un abbraccio al contrario, schiena contro schiena!

Gli abbracci dati dai bambini, all’altezza del ginocchio, secondo alcuni ricercatori sarebbero inoltre tra i meno pericolosi.

Se ami una persona, abbracciala. Poi, stringila forte, come se non volessi più lasciarla andare. Così, senza una parola, questa persona capirà che tieni a lei, che ti faresti in quattro per proteggerla e per renderla felice.

Il Coronavirus oggi rende tutto più difficile, ci ha impedito di abbracciarci per molto tempo, durante il lock down… anche le persone più care ci è toccato tenerle a distanza e tenerle strette solo con il pensiero, con lo sguardo.

L’abbraccio è una gestualità complessa che ci aiuta a connetterci con chi ci circonda, ad entrare in sintonia.
Quando cingiamo un’altra persona con le nostre braccia, le stiamo dicendo di restare con noi, che è al sicuro, perché un’altra figura si frappone fra questa persona e il mondo esterno… l’uno diventa due e le unità diventano insieme. Non c’è pericolo in un abbraccio, tant’è vero che in tutti quei casi estremi in cui un individuo ha tentato di salvare la vita a qualcuno, spesso e volentieri, per farlo, lo ha abbracciato.

Parte tutto da un abbraccio, ma non esiste abbraccio più vero di quello dove, oltre ai corpi, si stringono fra loro anche le anime.

Coronavirus e distanziamento sociale permettendo, abbracciate le persone a cui volete bene, quelle a cui tenete davvero. Se non potete e preferite proteggerle distanziandovi socialmente da loro, siate creativi e fate in modo di far capire alle persone che amate e a cui volete bene che le state pensando. Basta un messaggio, una telefonata, un’uscita…

Un giorno, anche questo brutto periodo sarà un ricordo e nessuno potrà mai credere che ci sia stata una fase nella storia dell’uomo in cui la gente si abbracciava poco o non si abbracciava più… perché non abbracciarsi allora era un’elevata dimostrazione di affetto, volta a difendersi e proteggersi reciprocamente.

A cura di Franny.

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