I bulli mi dicevano che sono brutta-racconto

Alice: “Ti ricordi quando ti chiamavano elefante? Quando ti facevano sentire così brutta e così grassa per i tuoi jeans 44, che saltavi la merenda e alle feste di compleanno non mangiavi mai?”

Debora: “Mi ricordo. Erano bulli, erano cattivi… ragazzi e ragazze… me ne dicevano e me ne facevano di tutti i colori e io ci stavo male… piangevo, erano meschini… e allora mi dicevano che ero un rubinetto, che ero una vergogna e diventavano ancora più crudeli. Se ci ripenso oggi, un minimo li ho perdonati… facevano i prepotenti solo per affermarsi di fronte al branco. Mi hanno spinto in una fontana, sono finita in primavera in un lago completamente vestita… mi rubavano i dolci del pranzo perché sostenevano che mangiandoli sarei diventata qualcosa di inguardabile. Una volta una mi ha tirato una sberla per una verifica, perché io non avevo diritto di agitarmi, tanto andavo sempre bene a scuola… ma mi sono fatta il mazzo per essere quello che sono…poi mi chiamavano ritardata, mi davano dell’handicappata… ci ho messo anni a vedere nel mio profondo quanto fossi speciale, quanto fossi bella… ho passato l’adolescenza a truccarmi accuratamente e a cercare di essere perfetta, solo perché, alle medie, qualsiasi cosa fuori posto avessi il branco la notava e me la faceva pagare cara… e quella volta che mi hanno fatto quel video, di nascosto… e non ho avuto il coraggio di dirlo ai miei genitori per anni… e quando mi sottraevano oggetti, pennarelli, penne, qualsiasi cosa… qualche volta li buttavano dalla finestra… ma quello era il meno… gli insulti sul pulmino… anni di inferno, in cui soni diventata quello che sono, una persona che lotta, una persona che difende gli altri… la verità è che ero diversa. Ero gentile, ero studiosa, ero buona, nonostante tutte le cattiverie e loro non potevano accettarlo… Così, ogni volta che un ragazzino mi stava dietro, gli parlavano male di me… hanno messo zizzania anche coi miei più cari amici… ho rimosso tante cose, ho voltato pagina, ma c’è una cosa che non ho scordato, Alice, la mia voglia di rialzarmi sempre, di procedere a testa alta, dopo l’ennesima vergogna, dopo l’ennesima presa in giro… quelle crudeltà mi hanno educato al mondo e alla vita, mi hanno trasformato in una tosta. Ho pietà, in fondo, sai, per quelle persone? Erano così meschine… ma sotto sotto sono solo state sfortunate e prive di amore… qualche altra volta non sono state abbastanza forti da ribellarsi alla legge del branco e hanno preferito attaccare piuttosto che essere attaccati. Ho odiato il mio corpo, il mio viso, tutto, per anni. Sono stata convinta di essere brutta per molto tempo. Poi, mi sono svegliata, all’improvviso, come da un sogno e ho capito che ero bella, bellissima… e non solo mi sono vista bella fisicamente, allo specchio, accettandomi, mi sono vista bella dentro, nella mia semplicità, solo essendo me stessa. Ho amato i miei hobby, il mio cervello, la mia intelligenza… ho visto il mio reale potenziale… e ringrazio di aver perennemente lottato per emergere, malgrado gli ostacoli e i tentativi del branco di svilirmi, umiliarmi brutalmente e scoraggiarmi. I bulli mi hanno reso chi sono. Pensavano di avere la meglio su di me, di soffocarmi, ma hanno ottenuto l’esatto contrario… quindi, quando vedete un bullo, amici, alzatevi in piedi e reagite… rispondete che voi non avete paura. I più fanno finta di non essere stati mai bullizzati, perché è più comodo così… ma se vi è successo, siate testimoni e raccontate la vostra esperienza! Si tratta di una questione di principio! E poi…attenzione, oggi c’è un bullismo nuovo, insidioso… il bullismo 2.0, che è come un virus che passa attraverso tutti i social… combattetelo! Fare gli haters può distruggere la vita di una persona… le ferite subite a causa del bullismo restano in te, ti marchiano per sempre… quelli del bullismo 2.0, con possibili like e condivisioni no stop possono produrre effetti catastrofici..”

Ecco un video, che ho trovato in rete, e dedico a tutte quelle ragazze che qualcuno ha fatto sentire insicure:

A cura di Franny.

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