Come essere resilienti

Sei abituato alla vita, che ti prende a schiaffi, che abbaia e che morde? Sei abituato agli insulti, ai bulli, ai cv finiti nel cestino, ai fallimenti, ai figli di papà? Sei abituato alla noia, al dolore, al lutto, al perdere ciò che non vorresti mai ti venisse strappato, a vedere la tua realtà stravolta sempre e continuamente nelle piccole e nelle grandi cose?

Cosa ci fa diversi da qualcuno che, abituandosi, ha deciso di lasciar correre, di lasciare tutto com’è, di arrendersi?

La determinazione.

Abituarsi a tutte queste cose non vuole dire automaticamente perdere la forza e la volontà di reagire! Anzi! Sta tutto lì, non in ciò che ci succede, ma in come decidiamo di rispondere, di reagire. È una partita a scacchi. Il nostro avversario sono gli avvenimenti, gli imprevisti, gli ostacoli, le cose inimmaginabili che non saremo mai abbastanza abili o lungimiranti da prevedere.

C’è una ricetta per la resilienza?

Sì, di questo si tratta quando si decide di continuare a lottare e opporsi alla corrente che magari vuole trascinarci a valle! È un modo attivo per accogliere il cambiamento dentro di sè.

C’è una ricetta? Non è semplice, ma si può provare. Ecco alcuni utili consigli, che per me hanno funzionato!

Consigli per essere resilienti:

1) Sopporta: imparare a sopportare è il primo grande ed essenziale consiglio, se vuoi intraprendere la via della resilienza, e, col tempo, diventare forte come una quercia, che nemmeno il peggiore dei venti sarà in grado di piegare. Come fare? Si apprende per gradi questa qualità. Ogni volta che qualcosa non ti va, che la vita ti propone una nuova sfida, un mutamento anche infinitesimale, ma che proprio non riesci a mandar giù, sopportalo. Se hai un dolorino, sopportalo. Non prendere chili di antidolorifici per un leggero mal di testa! I farmaci vanno presi responsabilmente, senza abusarne! Persino saper sopportare per gradi il dolore fisico potrebbe servirti -anche se ora non te lo aspetti- un giorno o l’altro nella vita. Non fare un dramma di tutto ciò che ti succede, o, perlomeno, limita il periodo di dramma: datti un tot per lamentarti e poi rialzati, riprendi in mano la situazione e combatti! Qualsiasi cosa ti sia successa, ricorda che non sei solo, c’è pieno di persone nel mondo a cui è accaduta la stessa cosa o qualcosa di simile. Mal comune mezzo gaudio.

2) Rialzati e fai di ogni difficoltà un mezzo di crescita: prendi di pancia le difficoltà, prendile con orgoglio per diventare una persona migliore sia dal punto di vista umano che dal punto di vista personale e professionale. Come a scuola, gli esami facili e i professori poco severi e incompetenti, non hanno mai fatto crescere nessuno, così una vita senza difficoltà è una vita mediocre. Le persone forti, in gamba, empatiche e umane, spesso, hanno affrontato di tutto… e lo hanno fatto col cuore, non con superficialità! Hanno accolto dolore, sofferenza, malattia, privazioni, separazioni, a testa alta, spesso piangendo, qualche altra volta facendosi animo e rialzandosi più determinati di prima. Sono stati forgiati da ciò che di ingiusto ha colpito le loro vite.

3) Non crogiolarti nella sofferenza: per quanto terribile possa essere quello che ti è successo, non crogiolarti nella sofferenza, non stare depresso a letto o a guardare la tv… la tua vita verrà una volta sola! Non avrai un’altra chance! Non assumere comportamenti autodistruttivi… evita di farti del male, di smettere di mangiare, di riempirti la testa di pensieri negativi su quanto poco tu valga. Le cose brutte succedono a tutti, purtroppo, e non vogliono dirti nulla rispetto a chi sei o a cosa devi cambiare di te… qualche volta, sì, ci spronano a migliorare, ci aprono gli occhi, ma solo perché noi decidiamo che sia così. In verità, se ti accade qualcosa di brutto, non è colpa tua, non sentirti colpevole… ti hanno licenziato? Non dirti “potevo far meglio”, “sono un idiota”, “ho sbagliato qui, ho sbagliato là”…no amico/a, non è necessariamente così! Se vuoi prendere la cosa di petto e migliorarti, ok! Ben venga… ma non umiliarti solo perché qualcosa non è andato come ti aspettavi. Qualche volta, ciò avviene perché tu possa seguire il tuo vero percorso. Oppure, hai un incidente, ti viene una malattia? Prendila male, prendila malissimo, prendila come vuoi ma non annullarti, non sentire che non potrai fare mai più niente… non è così, devi solo allenare la tua mente, devi solo essere fortissimo e combattere. È dura, lo so, durissima, ma credimi, è impossibile solo se pensi che lo sia! Oppure, ancora, ti sei lasciato? Valuta come stavi con quella persona, come ti faceva sentire, se l’amavi veramente… è un’opportunità per capire… se vi amavate veramente, non arrenderti! Prima o poi tutto va come deve andare, anche perché tu ti impegnerai a far sì che il tuo destino non sia lontano da quella persona… ovviamente il sentimento deve essere reciproco!

4) Smetti di credere al destino in modo fatalista: il destino non è un grande burattinaio che tira dei fili… sennò perché saremmo liberi di scegliere i nostri sogni, le persone con cui vogliamo passare la vita, dove vogliamo vivere? Credere al destino in modo fatalista vuol dire negare il senso di quest’esistenza e accettarla come un caso inspiegabile. No, la tua vita non è un caso, tu non sei una molecola impazzita il cui fato è già stato determinato insieme a quello di tutte le altre molecole. Tu sei tu, sei un individuo, un singolo, una persona, che può cambiare il mondo… o perlomeno un pezzo, un angolo, di mondo! Quello che studi, quello che fai, quello che dici, quello che trasmetti, saranno pure una goccia nel mare, ma fanno la differenza! Perciò, agisci e reagisci, progetta, sogna, innamorati seriamente di uno di quegli amori che ti rimangono dentro per tutta la vita… non limitarti, non accontentarti. Sii ciò che sei davvero. Il destino sei tu, il carattere che ti costruisci, e non dipende neppure da dove nasci o dalle situazioni in cui ti trovi… perché se vedi qualcosa che non vuoi diventare o qualche situazione che non ti piace, devi essere tu a dire no! Come diceva George Bernard Shaw, noi creiamo noi stessi.

5) Brilla: ci saranno persone che ti bulizzeranno, che ti prenderanno in giro perché brilli, che alzeranno la voce, che ti augureranno del male e ti faranno ogni serie di cattiveria davanti e alle spalle… anche quando avrai passato di tutto, nella vita, non credere che qualcuno avrà pietà o misericordia di te. Molte persone superficiali rideranno su ciò che ti è successo, pensando che tu usi le cose che hai vissuto solo per farti vedere o per elemosinare attenzione. E persino alcuni dei tuoi amici lo faranno… è triste, ma è la dura realtà. Qualsiasi scelta farai, la gente ti criticherà comunque, ti invidierà comunque, quindi brilla… La gente non comprende finché non passa per la tua stessa strada camminando con le tue scarpe e a volte neppure allora. Brilla, perché brillare non è un peccato, soprattutto se apporti qualcosa di buono al mondo e se hai in mente di aiutare altri a brillare e sentirsi felici a loro volta. Non curarti di quello che pensa chi ti circonda. Pensa a cosa ti rende felice.

Spero vi siano utili! Alla prossima!

 

 

A cura di Franny.

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