“Serie non smettere mai di lottare”: Madam C. J. Walker

Per la Serie non smettere mai di lottare questo mese vi presentiamo la biografia inedita di Madam C. J. Walker, ossia della prima donna americana nella storia ad aver dato vita a un impero e ad essere diventata milionaria da sola senza aiuti.

Sarah Breedlove, questo il suo vero nome di battesimo, era una donna afroamericana di umili origini. Nacque il 23 dicembre 1867, da Owen e Minerva Anderson Breedlove, nei pressi di una piantagione di cotone, situata a Delta, in Louisiana. Delta, a quel tempo, era un piccolo villaggio di poche case abitate da bianchi e di baracche abitate da centinaia di schiavi neri.

I suoi genitori erano schiavi per una piantagione a Madison Parish, appartenente a Robert W. Burney, un ricco possidente locale. Sarah era la quinta dei loro sei figli, nonché la prima della famiglia ad essere nata libera grazie all’entrata in vigore del Proclama di emancipazione (1863) e alla successiva ratifica del XIII emendamento della Costituzione Americana (1865), prima della sua nascita. Il proclama, composto da due ordini esecutivi promulgati dal Presidente degli Stati Uniti d’America Abramo Lincoln durante la guerra civile americana, decretava la liberazione di tutti gli schiavi appartenenti a proprietari di territori degli Stati Confederati d’America, in rivolta contro l’Unione, a partire dal 1° gennaio 1863. L’emendamento chiudeva una volta per tutte la questione, abolendo definitivamente la schiavitù.

XIII emendamento Costituzione Americana:

“Sezione I: La schiavitù o altra forma di costrizione personale non potranno essere ammesse negli Stati Uniti, o in alcun luogo soggetto alla loro giurisdizione, se non come punizione di un reato per il quale l’imputato sia stato dichiarato colpevole con la dovuta procedura.

Sezione II: Il Congresso ha facoltà di porre in essere la legislazione opportuna per dare esecuzione a quest’articolo.”

Sua madre morì di colera nel 1874, quando Sarah aveva solo sette anni. Così, suo padre si risposò con un’altra donna, May Lewis, ma anche lui morì poco tempo dopo. Non le fu possibile frequentare la scuola, perché il Freedman Bureau chiuse le scuole pubbliche in Louisiana ancora prima che lei potesse cominciare la prima elementare.

Dopo la scomparsa dei genitori, Sarah fu mandata a vivere presso la sorella maggiore Louvenia e suo marito Willie Powell. I tre si trasferirono a Vicksburg, Mississipi, nel 1877, dove Sarah si mise a raccogliere cotone e fu assunta per svolgere dei lavori domestici.

All’età di 14 anni, per sfuggire al duro ambiente di lavoro e ai continui maltrattamenti subiti da parte del cognato Willie Powell, Sarah sposò Moses McWilliams. Il 6 giugno 1885, i due ebbero una figlia Leila McWilliams, che, più tardi, avrebbe cambiato il proprio nome in A’Leila Walker.

“Io non mi vergogno del mio passato. Non mi vergogno delle mie umili origini.” (Madam C. J. Walker)

Moses morì due anni dopo, così Sarah e Leila si trasferirono a St. Louis, dove i fratelli di Sarah si erano stabiliti e allora lavoravano come barbieri. Lì, Sarah trovò lavoro come lavandaia presso famiglie bianche con un guadagno di 1,50 $ alla giornata, grazie ad alcuni contatti che aveva allacciato presso la St. Paul African’s  Methodist Episcopal Church. Con la propria fatica e i risparmi racimolati, la donna fu in grado di mandare la figlia in una scuola pubblica, in modo da offrirle opportunità migliori rispetto a quelle che aveva avuto lei stessa. Quando poteva, Sarah frequentava una scuola serale, segno che l’istruzione era qualcosa cui sentiva di non poter rinunciare.

“Non restate seduti ad aspettare che le opportunità arrivino. Alzatevi e createle.” (Madam C. J. Walker)

Nel 1893, la vita tornò ad essere crudele con lei e Sarah perse suo fratello Alexander, che fu stroncato da una malattia intestinale.

Nel 1894 Sarah conobbe il suo secondo marito, John Davis, che era originario di De Soto, nel Missouri. L’uomo andò a convivere con Sarah e sua figlia, poi i due si sposarono di fronte a un giudice di pace nell’agosto dello stesso anno. John, tuttavia, non era il marito ideale, giocava d’azzardo, spesso beveva, picchiava Sarah e la tradiva con un’altra donna. Il matrimonio durò fino al 1903.

Durante quel particolare periodo della sua vita, in cui Sarah si trovò a passare un’esistenza di sfruttamento, botte e tentativi osteggiati di dare una parvenza di indipendenza a sé e alla figlia Leila, la donna cominciò a soffrire di perdita di capelli e di un particolare disturbo del cuoio capelluto. A quell’epoca le malattie del cuio capelluto erano molto diffuse, dato che la maggior parte degli americani non aveva acqua corrente, riscaldamento ed elettricità e faceva il bagno o lavava i capelli di rado.

Quel disturbo la faceva sentire brutta, la annullava, le toglieva tutta la fiducia che un tempo aveva nutrito in sé stessa. Sarah non avrebbe mai pensato che tutte quelle difficoltà e quella peculiare insicurezza l’avrebbero portata a sviluppare un sogno, che avrebbe un giorno aiutato molte donne non solo a sentirsi più belle ma avrebbe dato loro anche una chance di empowerment.

Era la prima donna americana che tentava e che sarebbe riuscita a realizzare il sogno americano in grande stile.

Un giorno, Anne Turnbo Malone, un’imprenditrice di colore del settore cosmetico, che aveva creato una pomata contro i disturbi del cuoio capelluto e la calvizie per donne afroamericane, bussò alla sua porta forse per venderle i suoi prodotti. Anne Malone si era recata a St. Louis in occasione di una fiera, probabilmente intorno al 1904. Le due divennero confidenti e Sarah si appassionò ai prodotti per capelli, tanto da voler intraprendere una carriera nel campo di Anne. Invero, quei prodotti le avevano cambiato la vita e lei riteneva giusto che anche a tutte le altre donne di colore potessero beneficiare di tale possibilità. Così, convinse Anne a farle vendere i prodotti della sua linea, come agente di vendita. Non li vendette per molto.

Nel 1905 si trasferì a Denver, in Colorado, dove conobbe Edmund L. Schulz, un farmacista, per cui lavorò, probabilmente come cuoca, e da cui apprese alcune nozioni di chimica.

Poco più tardi, fece la conoscenza di Charles Joseph Walker, colui che divenne il suo terzo marito. Era un uomo che lavorava nel campo pubblicitario e che rimase stregato da Sarah, dalla sua forza d’animo e dalla determinazione con cui inseguiva il suo sogno. I due si sposarono nel 1906.

Alcune donne, a quel tempo, indossavano delle specie di turbanti, con cui si fasciavano la testa, per nascondere la propria calvizie e i propri disturbi, ma la Walker non aveva alcuna intenzione di seguire quella strada. Innanzitutto, Sarah era convinta di due cose: che tale costume l’avrebbe marchiata a vita come appartenente a una posizione sociale inferiore e che fosse naturale desiderare una folta chioma di capelli sani. Così, al contrario, Sarah si imbarcò nella ricerca di una cura per la perdita di capelli che affliggeva lei e molte altre sue conoscenti.

Incominciò a rimboccarsi le maniche e a crearsi una crema in casa, con gli strumenti e gli ingredienti che aveva, facendo tesoro di quanto aveva imparato dai fratelli barbieri, da Anne Malone e dal farmacista. Quando aveva bisogno di una mano o di un consiglio, i suoi fratelli erano lieti di aiutarla, anche se non ne sapevano molto di calvizie femminile e patologie del cuoio capelluto. In questo senso, le venne in aiuto la sua esperienza da lavandaia e quello che aveva appreso sulle proprietà di alcuni detergenti, come il sapone alla soda caustica e lo zolfo.

La preziosa formula di Sarah includeva, fra gli ingredienti principali, zolfo precipitato, solfato di rame, cera d’api, petrolato (tipo vaselina), olio di noce di cocco e un po’ di profumo alla violetta per coprire l’odore di zolfo.

Una volta, quando le fu chiesto come fosse riuscita a ideare una tale combinazione di ingredienti, Sarah raccontò una breve storia, che forse, pensava, avrebbe reso il suo prodotto ancora più leggendario:

“Dio ha risposto alla mia preghiera… una notte ebbi un sogno e in tale sogno mi apparve un grande uomo nero e mi suggerì il mix da preparare per i miei capelli. Alcuni rimedi crescevano in Africa, ma li ho mandati a prendere, li ho mescolati, li ho applicati sul mio cuoio capelluto e, in un paio di settimane, i miei capelli stavano ricrescendo più velocemente di quanto fossero caduti. L’ho provato sui miei amici; li ha aiutati. Allora mi sono decisa, avrei cominciato a venderlo!” (Madam C. J. Walker)

Fu subito dopo aver avviato la propria attività produttiva casalinga, in seguito al matrimonio con C.J., che Sarah cominciò a chiamarsi Madam C. J. Walker, nome che mantenne per il resto dei suoi giorni. Fu il marito medesimo, esperto di pubblicità, a incoraggiarla ad utilizzare quel nominativo perché più riconoscibile.

In quegli anni, Sarah era riuscita a sviluppare una propria formula per risanare il cuoio capelluto e favorire la ricrescita dei capelli.

Iniziò a commercializzare i propri prodotti vendendoli personalmente, porta a porta, o approfittando delle riunioni della chiesa, o ancora sostando per strada e tentando di raccontare la propria storia a potenziali clienti che avessero bisogno di un incentivo a migliorarsi com’era stato per lei. Il suo “Madam Walker’s Wonderful Hair Grower” pian piano andò a ruba e lei e la figlia dovettero studiarsi qualcosa di nuovo per ampliare la linea di prodotti ed estendere la vendita a tutti gli Stati Uniti. Ci riuscirono. Leila si impegnò nella gestione di una vendita per corrispondenza da Denver.

“Sono una donna che proveniva dalle piantagioni di cotone del Sud. Sono stata promossa da quello a lavandaia. Poi, sono stata promossa a cuoca e, da lì, mi sono promossa da sola nel mondo degli affari ideando e realizzando prodotti per capelli.” (Madam C. J. Walker)

Invero, il nome della sua linea di prodotti era molto simile a quello di Annie Malone, tanto che la Malone arrivò a dire alle proprie clienti di diffidare delle imitazioni. In verità, la formula di Madam C. J. Walker non aveva nulla a che vedere con quella della Malone, ma era unica. Inoltre, bisogna aggiungere che non si poteva parlare né di brevetto né di copiatura, perché come disse argutamente A’Leila Bundles,  la bis-bis nipote della Walker, “se date un’occhiata alle pubblicazioni mediche questa miscela al petrolio era già diffusa da centinaia di anni… nessuna di queste donne ha davvero creato quella ricetta.” In sostanza, gli effetti benefici dell’uso regolare di shampoo, del massaggio del cuoio capelluto, di un’alimentazione equilibrata e dell’uso di sostanze a base di zolfo erano noti sin dal XVI secolo.

Nel 1907, la Walker e suo marito viaggiarono nel Sud per promuovere i prodotti della loro azienda e dare alcune dimostrazioni del “Metodo Walker”

Nel 1908, Sarah e la sua famiglia si stabilirono a Pittsburgh, dove aprirono il Leila College, una scuola per preparare quelle che lei definiva “hair culturists” o “Walker’s agents“. Si trattava di donne di colore altrimenti destinate a umili lavori, che Sarah cercò di salvare dalla povertà e di promuovere a un gradino superiore della scala sociale come aveva fatto per se stessa. A loro insegnava i fondamenti della cosmesi e della tricologia e le impiegava per la vendita porta a porta, permettendo loro di guadagnare molto di più di quanto avrebbero potuto sperare di ottenere lavorando come domestiche o cuoche. La loro divisa era costituita da una camicetta bianca su una gonna nera e portavano i loro attrezzi erano e i prodotti da presentare in borse nere. Inoltre, alle proprie dipendenti Sarah dava anche lezioni su questioni politiche e sociali e le invitava a diventare economicamente indipendenti. Sembra che le dipendenti di Madam C. J. Walker abbiano raggiunto, verso la fine della sua carriera, un numero massimo compreso tra le 10 e le 20 migliaia.

Nel 1910, la Walker, la figlia e il marito si trasferirono a Indianapolis, in Indiana, una città in piena esplosione e crescita, dove la donna finì per stabilire la sede della propria impresa e costruire una fabbrica per produrre la propria linea di prodotti.

Nel 1913, Sarah e C. J. divorziarono e Sarah incominciò a viaggiare in America Latina e nei Caraibi per promuovere anche lì i suoi prodotti. Tra il 1913 e il 1915, su consiglio della figlia, acquistò due case ad Harlem, dove approntarono un salone di bellezza, una nuova scuola per le venditrici e costituirono il loro nuovo domicilio. Erano gli anni dell’Harlem Renaissance. Il clima del luogo era stimolante per Sarah, le offriva grandi opportunità di immergersi nella vita politica e sociale e le permise di istituire diverse opere di beneficenza. Era iscritta e generosa sostenitrice della National Negro Business League (NNBL), della National Association of Colored Women Clubs (NACWC), della National Association for the Advancemet of Colored People (NAACP). Nel 1917, in seguito ai disordini di East St. Louis, prese parte al comitato organizzativo della “Silent Protest Parade”.

Nel 1917, si spostò nella sua proprietà di Irvington (New York), a Villa Lewaro, una casa che era stata progettata dal primo architetto nero con licenza dello Stato di New York, Vertner Woodson Tandy. Lì morì due anni dopo, nel 1919, a 51 anni, a causa di alcune complicazioni dovute all’ipertensione.

Nel 1993, Madam C. J. Walker è stata inserita nella National Women’s Hall of Fame. Nel 1998, l’United States Postal Service ha emesso il 3° francobollo della serie Black Heritage, dedicato a Madam C. J. Walker. Il Guinnes dei Primati ha dichiarato la Walker la prima donna a diventare milionaria per i propri meriti. Nel 2002, lo studioso Molefi Kete Asante ha incluso Madam C. J. Walker nella lista dei 100 americani più importanti della storia.

L’eredità che lasciò alla figlia, alle figlie di sua figlia, a tutte le donne nere, a tutta la popolazione nera, e più per esteso al mondo, è una sola, quella narrata dalla sua storia: una persona non deve crescere per elevare se stessa, ma per rendere possibile a molte altre persone nella stessa difficile situazione di poter un giorno fare lo stesso.

A cura di Franny.

 

 

 

 

 

 

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