La favola di farfallina nera-storia originale per bambini

Condivido qui una favola che ho scritto tempo fa, sperando che sia apprezzata :)… è una storia per bambini, traghettatrice di un messaggio importante: l’odio si vince con l’amore.

copertina farfallina nera

La favola di farfallina nera
“Per imparare che l’odio si vince con l’amore”

C’era una volta, in una foresta incantata lontana, un posto bellissimo e colorato, pieno di fiori meravigliosi. In quel posto viveva una comunità di insetti molto numerosa. C’erano coccinelle, api, formiche, bruchi, mosche, zanzare, cavallette, maggiolini, millepiedi, ragni… E un’unica, piccola, farfallina nera. Tutti gli altri avevano una numerosa famiglia alle spalle. Il maggiolino aveva cinque fratelli che giocavano con lui tutto il giorno e genitori affettuosi che lo accudivano. La coccinella andava sempre a scuola con le ali più belle, perché la mamma si impegnava a lucidargliele tutte le mattine e aveva uno zainetto all’ultima moda davvero niente male. Il signorino formica aveva nonni premurosi che gli preparavano la merenda tutti i giorni e molti amici tra le piccole formiche che giocavano a ciliegia rimbalzella con lui. La più giovane della famiglia delle mosche poi era molto studiosa e i genitori la lodavano perché prendeva sempre buoni voti a scuola, stava attenta in classe e di rado disubbidiva alla mamma. Poi c’era farfallina nera, una piccola ribelle che si annoiava ad ascoltare le lezioni di storia degli insetti e di geografia dei giardini e stava tutto il tempo con il naso all’insù o a far baccano. I compagni di classe, tutti più o meno ubbidienti, non potevano sopportarla e la isolavano. Più la isolavano, più la farfallina nera faceva rumore nel suo banco per cercare di attirare la loro attenzione. Nessuno si ricordava quando da semplice farfalla, la piccola fosse diventata farfallina nera. Qualcuno diceva che era colpa di suo padre, che era una cattiva persona e che per questo ero stato punito dal cielo con una figlia dalle ali nere. Farfallina, tuttavia, non lo aveva mai conosciuto. Era sola al mondo, viveva nella corolla di un tulipano con un anziano zio bruco che aspettava da anni di trasformarsi in crisalide. Il bruco era buono, ma non era una gran compagnia per la piccina che avrebbe tanto desiderato una mamma e un papà tutti per lei, sorelline o fratellini, o almeno degli amici. Così era prepotente e amava far disperare tutti, poiché credeva in cuor suo che i genitori l’avessero abbandonata perché aveva qualcosa di storto, qualcosa che non andava dentro di lei, quelle ali nere. A volte si mostrava vivace e prepotente per attirare l’attenzione, nella speranza che qualcuno la trovasse divertente quando faceva le boccacce alla maestra o si improvvisava in strane acrobazie a testa in giù volando per la classe. Invece nessuno l’aveva mai capita, nessuno aveva mai voluto usare il cervello o il cuore per guardare davvero a fondo dentro di lei e comprendere il motivo del suo strano comportamento. Le avevano semplicemente messo un’etichetta, come nel mondo degli umani si fa coi vestiti, ma un’etichetta brutta, cattiva, sporca, di quelle che te le attaccano addosso e non riesci più a liberartene. L’avevano chiamata farfallina, le avevano attaccato l’etichetta della prepotenza e della cattiveria. Così che lei, per difendersi, aveva iniziato ad imparare a fare dispetti ai propri compagni, ad essere cattiva e prepotente davvero. In realtà, i suoi compagni di classe non si rendevano conto che più la maltrattavano, più diffondevano in giro la voce delle sue malefatte e delle sue cattiverie, più lei soffriva e arrivava a credere di essere condannata davvero per le sue ali nere ad essere cattiva.
I bambini insetti avevano dimenticato quello che aveva insegnato loro il maestro lombrico: nessuno eredita le colpe e gli sbagli dei propri padri, ciascuno di noi è un essere unico che deve rendere conto solo dei propri. Ed essi avevano dimenticato un altro importante insegnamento ripetuto in classe durante le lezioni: non giudicate gli altri, spesso siamo ciechi su noi stessi.
Un giorno, però, una piccola ragnetta fu più coraggiosa degli altri. Anche lei veniva guardata con diffidenza dal resto dei compagni di classe perché era diversa. A differenza di farfallina nera, aveva qualche amico fra le formiche e i millepiedi, nonché una numerosa famiglia alle spalle. Però sapeva come ci si sentiva ad essere esclusi, sapeva cosa significava essere squadrati dagli altri con sospetto e timore. Così aveva deciso di fare amicizia con farfallina nera, perché era molto umile, a differenza di tutti gli altri compagni di classe che si credevano tanto perfetti da aver paura di venire contaminati da farfallina nera se solo le avessero rivolto un saluto o una parola gentile. Essi non avevano idea infatti del potere enorme della paura: si dice che più hai paura di una cosa, più quella ha probabilità di avverarsi. Più hai paura di una persona, più questa soffre e diventa davvero cattiva come l’avevi immaginata. Più pensi in negativo, più le cose tendono ad andare male. Invece, ragnetta era coraggiosa e amava sorridere spesso, lasciando i suoi compagni a bocca aperta. Lei non aveva paura perché il nonno l’aveva messa in guardia, avendo sofferto degli stessi problemi della farfallina nera da giovane. Le aveva detto: “Se gli altri ti guardano male perché sei nera, sorridi. Se fanno strane facce per i tuoi otto occhi rossi, scrolla le spalle, guarda quante cose belle ci sono attorno a te e sorridi di nuovo. Se ti accusano di cose orribili, difenditi con gentilezza e calma e ancora sorridi. Il tuo nemico più grande, infatti, non sono gli altri ma la loro paura. E sai da chi è alimentata la paura? Dal male assoluto, che vuole che le persone non si fidino fra di loro e vivano divise. La paura, nipote mia, è la radice dell’odio. Se impari a non avere paura e a sentirti serena e sicura, darai una lezione importante anche agli altri.”
Così, ragnetta salvò farfallina nera, che diventò molto più calma e paziente, smise di fare i dispetti e di prendere in giro i propri compagni. Forse loro non l’avrebbero mai accettata completamente… Per una cosa del genere ci sarebbero voluti uno sforzo sincero da parte di tutti e un bel po’ di tempo! E le voci di paese sono dure a morire! Ma la vita di farfallina nera comunque era cambiata, perché qualcuno, una singola persona, aveva creduto in lei e le aveva insegnato a sorridere e a scacciare via la paura.

A cura di Franny.

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