I am Dragon – film

“I am Dragon” (Он – дракон) è un film russo del 2015, di genere fantastico sentimentale, scritto e diretto da Indar Dzhendubaev, la cui trama è tratta da “Il rituale”, un romanzo di Marina e Serhly Dyachenko.

L’intera vicenda è ambientata in un mondo fantasy immaginario, dove sembrano fondersi gli stili e le tradizioni della Russia antica, con quelli scandinavi, celtici e orientali.

Racconta la storia di Mira (interpretata da Maria Poezzhaeva), la giovane figlia del re di un piccolo villaggio, che è stata destinata dal padre a sposare Igor, il nipote di un celebre cacciatore di draghi. Igor è forte, di bell’aspetto, coraggioso. Pare insomma avere tutte le qualità per essere un ottimo sposo e un giusto sovrano. Anche Mira lo trova affascinante ed è fiera di seguire la volontà di suo padre. Tuttavia, come le fa notare la sorella, mentre la sta preparando e vestendo per le nozze, bisognerebbe sposare solo un uomo che davvero si ama.

Mira, da sempre grande romantica e appassionata di favole e leggende, non comprende il consiglio della sorella. Lei, essendo ancora immatura e innamorata dell’idea dell’amore, vede in Igor l’ideale del compagno perfetto e non vuole sentire ragioni che le impediscano di sposarsi.

Per la cerimonia, dopo la vestizione,Mira viene fatta sdraiare su una piccola barca per poi essere spinta in mare. Alla barca viene legato il capo di una fune e l’altro capo della fune viene consegnato nelle mani del suo futuro sposo, come per tradizione, perché lui la tiri a sè e i due si scambino le promesse matrimoniali.
Durante il rito, però, per celebrare la memoria del nonno di Igor, che era un cacciatore di draghi, gli uomini e le donne del villaggio intonano un’antica canzone che serviva un tempo a convocare i draghi per offrire loro una ragazza in sacrificio.
Nella sorpresa generale, dopo che erano trascorsi decenni senza avvistamenti di tale specie, un drago raggiunge la riva del villaggio, afferra con gli artigli la ragazza e la rapisce per portarla in una caverna situata in un’isola lontana.

Mira si risveglia in un luogo angusto e stretto, dove il drago deve averla gettata dall’alto. Lì comincia a ricordare quanto è avvenuto: stava per sposarsi, prima che il drago arrivasse a stringesse nei propri artigli la sua barca; Igor aveva provato a salvarla tirando la barca a sè, ma con l’unico risultato di far precipitare il suo corpo nel vuoto e farle rischiare di precipitare nel mare; così il drago l’aveva afferrata come un falco fa con un topo e l’aveva trasportata in volo fino alla grotta.
Poi Mira si accorge di avere delle brutte ferite sui fianchi e si agita perché non sa come curarle. All’improvviso, da un buco nella parete si affaccia quello che sembra un giovane gentile. Il giovane ammette di non vedere molta gente e di non avere neanche un nome, così Mira gliene dà uno e comincia a chiamarlo Arman (interpretato da Matvey Lykov).

Arman si prende cura di lei, le procura un unguento per far guarire più in fretta le ferite e si propone di proteggerla dal drago. Mira gli racconta tutta la sua storia e chiede ad Arman se ci sia un modo per andarsene dall’isola, offrendogli di scappare con lei. Arman dapprima raccomanda alla ragazza di restare nella grotta, poi la aiuta ad uscire e le dice che c’è un solo modo: Mira dovrà spargere dei fiori nel vento dall’alto della montagna. Con quel gesto, le spiega Arman, tutte le ragazze rapite dai draghi, cercavano di tornare libere: per tradizione, si credeva infatti che dei fiori sparsi nel vento da un cuore davvero innamorato sarebbero stati in grado di riunire due amanti ingiustamente separati. Mira fa quanto le viene raccomandato da Arman, ma nel proprio cuore inizia a nutrire qualche dubbio: lei ama realmente Igor?

Più tardi, Arman si trasforma in drago davanti a lei e si ferisce. Mira lo soccorre, una volta che è tornato umano. Allora lui le rivela di essere lui il drago. È un uomo-drago, come i predecessori della sua specie e vive come i suoi antenati confinato sull’isola.

Arman in verità non ha mai desiderato diventare un drago. Il suo sogno più grande è sempre stato infatti quello di poter vivere da uomo. Nel momento in cui, però, gli è toccato scegliere, era solo un ragazzino e ha visto suo padre venire ucciso di fronte ai suoi occhi da un cacciatore.
Mira rimane colpita da quel racconto e non riesce ad odiare Arman per quello che le ha fatto. Decide, così, di vivere con lui ed educarlo da umano, fino a quando Igor non verrà a prenderla.
Arman così ospita Mira nella sua casa e la ragazza lo aiuta ad abbellirla con tappeti, coperte, cuscini e altri oggetti, che i due trovano stipati e nascosti in alcuni bauli galleggianti nel mare e provenienti da navi affondate o alla deriva.

Mira fa di lui un uomo nuovo e gli insegna a suonare un piccolo flauto intagliato nel legno, che gli regala una sera per festeggiare il suo cambiamento.
Arman e Mira non potrebbero essere più felici. Le giornate trascorrono serene e spensierate. I due apprezzano ogni giorno di più la compagnia dell’altro, pescano, giocano, ridono insieme, per poi dirsi la buona notte prima di andare a dormire. Mira si è quasi scordata di Igor. Non ha mai provato per nessuno quello che sente per Arman e Arman sa di aver bisogno di Mira per realizzare il suo sogno di vivere da umano.

Un giorno, tuttavia, Arman, in seguito a un contatto troppo ravvicinato con Mira, viene scosso dal terrore di farle del male e le racconta quello che facevano gli altri draghi alle ragazze rapite: le ghermivano e le bruciavano in un rogo, dalle cui ceneri nasceva un piccolo nuovo uomo-drago. Mira rimane spaventata dalla storia di Arman, ma non riesce a crederle che lui possa mai arrivare a farle del male. Arman la allontana da sè, decide di non ascoltarla. Ha scoperto la borsa e la barca che la ragazza aveva preparato, in caso di emergenza, per fuggire da lui e si convince che Mira lo abbia usato. Così, triste, la caccia.
Mira, arrabbiata e addolorata, si allontana a bordo della barca e presto si imbatte nella nave che Igor e il fidanzato di sua sorella stavano governando per ritrovarla.
Mira torna al proprio villaggio, dove riabbraccia suo padre e i propri cari e si prepara a celebrare nuovamente le nozze con Igor. Sul punto di sposarsi, però, proprio quando Igor comincia a tirare a sè la barca dove la sua famiglia l’ha fatta sdraiare, Mira si alza irrispettosamente in piedi e urla a tutti che lei non ama Igor, ma che si è innamorata del drago. Suo padre e la sorella sono commossi dalle sue parole.
Poi, Mira inizia a cantare la canzone dei draghi.

Arman, dall’isola incantata, la sente, la raggiunge, come aveva fatto al principio della storia, e la afferra per portarla via con sè. Subito Igor cerca di uccidere la bestia, arpionandola, ma il fidanzato della sorella di Mira lo blocca con uno sguardo ammonitore, cercando di fargli capire che Mira ha fatto la sua scelta.
Il drago vola via con Mira e la deposita sull’altare, dove gli altri draghi solevano uccidere le loro prede per dare vita a un nuovo drago. Mira, tuttavia, gli parla e riesce a raggiungere il suo cuore. Dopodiché, bacia Arman, ancora sotto forma di drago, e lui si addormenta tranquillo accanto a lei.
Passa del tempo. Scopriamo che il narratore di tutta la vicenda è Arman, che sta parlando con una piccola bambina dai riccioli biondi e gli occhi azzurri.

Mira spunta da dietro una tenda per mettere a dormire la bimba e Arman la abbraccia. Mira è viva, i due sono diventati una famiglia e hanno avuto una splendida figlia. È un finale stupendo, che fa sognare lo spettatore, in questa favola capovolta, che trasforma gli eroi in personaggi superficiali e i cattivi in eroi dal cuore buono e generoso.
Se non avete mai visto questo film e siete degli inguaribili romantici, vale la pena dargli un’occhiata. Lo trovate anche in lingua italiana.

Condivido qui il trailer:

A cura di Franny.

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