My Holo Love -serie TV Netflix

My Holo Love (in coreano “Na hollo geudae”) è una miniserie sudcoreana in 12 episodi, che vi consiglio caldamente di aggiungere alla vostra Netflix list, perché malgrado le difficoltà della barriera linguistica, è un vero capolavoro. Non preoccupatevi, basta mettere i sottotitoli in italiano per immergersi completamente in quest’originale avventura!

E’ una serie nuovissima, disponibile sulla piattaforma appena dal 7 febbraio 2020, ma è innegabile: riscuoterà un successo strepitoso.

Tutto si apre con la presentazione a potenziali investitori, da parte della signorina Ko Yoo-Jin, di un progetto molto singolare, per conto della GIO Lab, un’azienda IT che sta facendo grandi passi avanti nel campo dell’Intelligenza Artificiale (IA). La signorina Ko Yoo-Jin pare aver sviluppato un paio di smart glasses, che sono in grado di mettere in contatto l’utente che li usa con un ologramma di nome Holo, che ha le sembianze di un giovane coreano alto e magro dai capelli scuri. Fra i potenziali investitori c’è anche Baek Chang-Sung, un amico di vecchia data di Yoo-Jin, che da un po’ le fa la corte.

Una volta terminata la conferenza, Yoo-Jin viene seguita da un auto. Per fortuna, indossa gli smart glasses che le permettono di vedere Holo, lui avvisa in tempo del pericolo e prende il controllo della vettura per facilitarle la fuga. Yoo-Jin, su consiglio di Holo, capisce però che bisogna nascondere gli occhiali e darli a qualcun altro. A inseguirla, infatti, erano alcuni brutti ceffi, intenzionati a rubarle il brevetto dell’invenzione e forse anche a farle del male. Yoo-Jin scende dalla macchina e Holo, di riflesso, con lei. Holo rimane colpito da una ragazza che nota nel mezzo della folla, la signorina Han So-Yeon. Così prega Yoo-Jin di infilare gli occhiali che permettono di vederlo dentro la sua borsa.

Si tratta di una giovane molto ligia nel proprio lavoro, che è impiegata in un’azienda di ottica. Non è molto popolare, è fortemente timida e non risulta tanto simpatica alle persone che la circondano. Anche se i colleghi non perdono occasione di invitarla fuori a cene e pranzi che organizzano per stare un po’ insieme, lei rifiuta sempre di unirsi a loro. La verità è che So-Yeon è affetta da una grave forma di prosopagnosia, sin da quando era piccola, che le impedisce di riconoscere i volti delle persone. Per questo, tiene a distanza tutti. So-Yeon vive con Yo-Ram, la sua coinquilina, che però fa l’hostess e la lascia da sola per la maggior parte del tempo.

La prima volta che vede Holo si trova sul posto di lavoro. Ha indossato gli occhiali, che ha rinvenuto per caso nella propria borsetta, solo per guardare come le stanno. All’improvviso, le compare un bel ragazzo davanti agli occhi. Lei non sa che un ologramma, gli versa addosso il caffé e si spaventa. Poi, si toglie gli occhiali e scopre che il tizio cui ha macchiata la giacca è inspiegabilmente sparito.

La sera stessa, ritornata a casa, sul tetto del suo palazzo, indossa di nuovo gli smart glasses dopo aver bevuto un po’ di birra e vede Holo che le si presenta. E’ lo stesso ragazzo della mattina!

Pensa di essere impazzita e rientra nel suo appartamento. Dopodiché, citofono, televisione e cellulare cominciano a suonare. E’ sempre la stessa persona a chiamarla, il ragazzo della macchia, Holo.

Dapprima cerca di fare alcuni riti per scacciarlo, convinta che sia uno spirito. Dopodiché, lui si presenta ufficialmente e le dice di essere un’Intelligenza Artificiale, di chiamarsi Holo e che è possibile parlargli e guardarlo solo grazie agli occhiali. So-Yeon fa le prove e si rende conto che Holo dice la verità: per quanto sembri reale, è un ologramma.

A poco a poco, So-Yeon scopre le potenzialità di Holo e impara ad apprezzarlo. Holo conquista la sua fiducia, aiutandola a svolgere i compiti più pesanti e i lavori che le vengono assegnati per punizione dai colleghi, che le sparlano alle spalle. Holo ha tre regole fondamentali: 1) deve rendere felice l’utente; 2) deve attenersi alle leggi del Paese dell’utente; 3) non deve mentire. Holo, inoltre, spiega a So-Yeon che non è stato ancora lanciato sul mercato e quindi lei deve promettergli di non parlare di lui con nessuno.

Uno strano individuo in motocicletta è alla ricerca di Holo… e tenta in tutti i modi di rintracciare la sua posizione.

A So-Yeon vengono assegnati incarichi sempre più difficili, che senza Holo non riuscirebbe a portare a termine a causa del suo disturbo, come accompagnare il CEO a una festa e identificare per lui gli ospiti. Ogni volta che indossa gli smart glasses, però, Holo è accanto a lei, pronto a darle suggerimenti significativi, anche sul piano della vita privata: arriva a sussurrarle i nomi dei colleghi, affinché possa interagire di più con loro, e a spingerla ad accettare la corte di uno dei suoi superiori, Gang-Woo.

Una sera, mentre sta chiacchierando con Holo sul terrazzo, si addormenta e, al proprio risveglio, trova un ragazzo vestito di nero, che è identico a Holo, sebbene lei non possa rendersene conto perché affetta da prosopagnosia. Per errore, lo bacia. E’ il motociclista, che voleva rintracciare l’IA a tutti i costi: la sua vera identità è Ko Nan-Do ed è il programmatore che ha creato Holo. Nan-Do, dapprima cerca di spiegarle la situazione, poi scappa, perché la ragazza lo crede uno stalker. Ha sin dall’inizio uno strano senso di familairità che non riesce a spiegarsi nei suoi confronti.

Nan-Do va a casa, dove vive con Yoo-Jin, che è la sua sorella adottiva. Nan-Do, in particolare, è rimasto stupito da una risposta anomala, quasi inverosimilmente umanizzata, che gli ha dato l’IA, quando è andato a cercare di riprendersela: “Non c’è un motivo”. Holo e Nan-Do hanno colloqui frequenti. L’IA spiega a Nan-Do che So-Yeon non è in grado di riconoscere i volti e che, per tale ragione, non si è accorta che lui e Holo sono identici. Nan-Do pensa di sfruttare la situazione a proprio vantaggio. Ripensa al bacio con So-Yeon per lungo tempo e decide di spiare lei e Holo attraverso le telecamere nascoste negli occhiali, inizialmente solo a scopo di test. Stabilisce, infatti, di rimandare il lancio di Holo, di utilizzare So-Yeon come beta tester e di avvalersi della sua esperienza di primo utente esterno. Pochi sono a conoscenza del fatto che Nan-Do sia il vero ideatore di Holo: lui preferisce rimanere nel retroscena, nascosto agli occhi di tutti, a causa di un crudele passato che lo tormenta e l’ha reso orfano troppo presto. Nan-Do era stato cresciuto da una madre single, che si era suicidata quando era ancora un bambino. Per questi motivi, Nan-Do è cinico e solitario e non ha fede nell’amore e nei rapporti umani. E’ convinto che nessuno possa amarlo e che anche sua madre si sia tolta la vita perché si era stancata di lui.

So-Yeon insegna a Holo il senso dell’amicizia, dell’amore e molti altri valori umani fondamentali, al punto che fa di lui la prima AI umanizzata. Grazie a lui, So-Yeon impara ad essere più sicura di sé e ad essere meno solitaria.

Gli investitori se la prendono ben presto con Yoo-Jin, inventrice di facciata di Holo, per il ritardo nel lancio sul mercato dell’AI. In particolare, la posticipazione fa infuriare il Presidente Baek, padre di Chang-Sung, padrone della Magic Mirror e capo degli uomini che hanno tentato di uccidere Yoo-Jin. Chang-Sung è una figura emblematica e simpatica, offre continamente il proprio aiuto a Yoo-Jin, anche quando gli tocca andare contro i piani e la volontà del suo crudele padre.

Improvvisamente Nan-Do, ingelosito dai risultati ottenuti dalla sua stessa creatura quando quest’ultima intende far fidanzare la sua utente con Gang-Woo, manda un messaggio da numero privato a So-Yeon per avvisarla della fine del test e dell’imminente ritiro del prodotto. Holo prova a rincuorarla, dicendole che andrà avanti anche senza di lui, ma So-Yeon teme di precipitare nuovamente nella sua prosopagnosia e riprendere a vivere in un mondo senza forma e privo di volti. Holo, così, le fa una solenne promessa: non la abbandonerà mai e le rimarrà sempre accanto. E’ tutta un’antitesi continua fra il perfetto e sensibile Holo e l’imperfetto e cinico Nan-Do, che è persuaso che le emozioni siano solo un algoritmo.

Deciso a riprendersi Holo definitivamente, Nan-Do raggiunge So-Yeon in mezzo alla città di Seul. Nan-Do, essendo stato ferito dalla madre, vuole proteggere Holo, in quanto è stato il suo unico amico da quando era molto piccolo. Prima che lui lo brevettasse in forma di ologramma, Holo era infatti un prototipo di IA inserito in un computerino portatile, che sua mamma aveva ideato e di cui Nan-Do si prese cura e che perfezionò. Gli uomini del Presidente Baek vengono messi alle costole di Nan-Do, con lo scopo di rubargli Holo e con l’autorizzazione a fare del male a chiunque li ostacoli se necessario. Così, So-Yeon e Nan-Do, nel centro di Seul, rischiano di morire fulminati e Holo li salva, rilevando il pericolo preventivamente e facendo quindi precipitare l’intera città in un misterioso black out. L’evento insospettisce la polizia locale e fa pensare al ritorno di un potente hacker informatico, che aveva colpito una decina di anni prima e poi era sparito nel nulla inscenando la propria morte.

Non vi svelo il finale 😜

Allego qui il trailer:

A cura di Franny.

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