Salviamo l’Asilo Infantile di Isola del Cantone (GE)

In qualità di blogger e redattrice di Power of Optimism ho il dovere di attivare una campagna speciale di sensibilizzazione delle persone, per scongiurare la chiusura dell’asilo infantile del mio paese, Isola del Cantone (GE).
Moltissimi bambini rischiano di non avere più un posto dove compiere i primi passi sulla strada dell’apprendimento, dove condividere ricordi straordinari che porteranno con sè per tutto il resto della vita, imparare filastrocche, prepararsi a diventare dei buoni adulti… un posto tranquillo, vicino a casa, dove i genitori possono andare a recuperarli in qualsiasi momento senza troppi viaggi.

La storia della fondazione

L’asilo di Isola è stato fondato come istituzione educativa il 26 marzo 1911, ovvero in un periodo che non ha nulla a che vedere con l’inizio delle attività scolastiche.

Si parla di un tempo molto lontano dai giorni nostri, un’epoca in cui la gente del paese viveva di lavori di muratura, di falegnameria di giardinaggio, di servizio nelle ville delle personalità più benestanti e spesso provenienti da Genova, il capoluogo ligure.

Pochissimi erano coloro che sapevano leggere e scrivere a Isola del Cantone. Allora, o si riusciva a guadagnarsi da vivere coi mestieri che si sapevano fare e si erano appresi da parenti o genitori, oppure l’alternativa – che fu scelta da una quota rilevante di isolesi- era partire per l’Argentina o la California alla ricerca di un futuro migliore.

Tutto era difficile e accidentato… i bambini del paese avevano molte meno speranze di successo rispetto ai loro coetanei di città!

Un giorno, però, -e questa è seriamente una bellissima storia di generosità- la vedova di un Avvocato, Caterina Scaniglia, proprietaria insieme al marito di due ville, una a Isola, in località Piano, e una nel Cantone, nel suo testamento dispose di lasciare al Comune la villetta del Cantone. Inizialmente, nei suoi progetti, vi era l’intenzione di far costruire un ospedale. In seguito, da madre, avendo a cuore l’avvenire dei bambini, cambiò completamente idea e decise di destinare la proprietà per la creazione di un Asilo per i bambini poveri del paese, col fine di togliere molti di questi ultimi dalla strada.

Nel 1895, Caterina Scaniglia, vedova Tubino, scriveva:

“Nella palazzina in Isola del Cantone che avevo assegnato per impiantarvi un Ospedale voglio invece siavi impiantato entro l’anno della mia morte un Asilo Infantile pel quale scopo aggiungo al già fatto legato un altro legato di Lire mille.”

La vedova morì a Sampierdarena il 23 marzo 1900.

Il 24 maggio 1900, il Sindaco Gustavo Denegri accettò il lascito e stabilì che l’Asilo sarebbe stato dedicato alla memoria della sua benefattrice.

All’ingresso della palazzina, fu posta una lapide con la seguente iscrizione:

A Caterina Scaniglia vedova Tubino che con sensi di patria carità questa casa legava a educazione e sollievo dell’infanzia.

IL COMUNE DI ISOLA DEL CANTONE QUESTO DURATURO RICORDO DI RICONOSCENZA DECRETAVA 28 SETTEMBRE 1902.”

Come nei film, però, la donna volle imporre un’importante condizione a quella gentile donazione, desiderando assicurarsi che il progetto non cadesse nel vuoto e i suoi sforzi poi non risultassero vani: decretò che se l’attività non fosse stata avviata in tempi brevi, il Comune avrebbe dovuto restituire l’immobile all’Opera Scaniglia di Sampierdarena.

Il Consiglio comunale dovette fare però i conti con l’opposizione dei rappresentanti delle frazioni di Isola del Cantone, dove allora risiedeva una popolazione molto più numerosa rispetto a oggi. Questi ultimi erano fortemente contrari alla destinazione di denaro pubblico a servizi di cui avrebbero usufruito solo i bambini dell’area più centrale del paese.

Eppure, col passare degli anni, l’asilo allargò le sue braccia e accolse tutti i bambini provenienti anche da queste zone più lontane e slegate dal centro di Isola.

Quando ormai sembrava che il tempo per fare qualcosa stesse per terminare e il Comune fosse sul punto di perdere irrimediabilmente il diritto di eredità sulla villa del Cantone della Signora Scaniglia, il Parroco don Antonio Parolini e il Vice Parroco don Stefano Costa salvarono la situazione. Il 26 marzo 1911, così, un po’ all’improvviso, l’asilo di Isola del Cantone fu aperto.

Come avviene sempre quando ci si confronta con una novità, al principio non fu semplice convincere i genitori isolesi a mandare i propri bambini. I primi arredamenti e il materiale scolastico furono acquistati col contributo di molte famiglie del paese.

La gestione educativa fu affidata alle Suore Benedettine di Ronco Scrivia. La loro opera fu di fondamentale importanza per quasi 90 anni. Le stesse furono affiancate da 4 persone, nominate dal Consiglio di Amministrazione ogni anno, le c.d. Visitatrici, che ben presto divennero una vera e propria istituzione all’interno dell’asilo isolese.

Dapprima, le Visitatrici avevano il compito di collaborare con le Suore e provvedere anche con contributi economici ad alcune necessità interne. Per questo motivo, esse venivano scelte in seno alle famiglie più benestanti.

In seguito, le Visitatrici non furono più selezionate fra le signore più facoltose, ma semplicemente fra le madri dei bambini dell’asilo.

Il nostro appello

Documenti d’archivio hanno dimostrato che, ai tempi della fondazione, oltre alle offerte in denaro, molti diedero il proprio aiuto regalando banchi, stoviglie, biancheria, grembiulini, letti, materassi per le Suore, la bandiera, ecc.

Fu un mettere insieme il poco che ciascuno aveva per dare un avvenire ricco di speranza alle generazioni future… e, a qualche generazione di distanza, posso dire che testimonianze di successo isolese ce ne sono state tante e continuano ad esserci. E’ nostro dovere ringraziare chi pose le prime pietre per darci un’opportunità.

Oggi, le nostre possibilità economiche sono di gran lunga maggiori, non siamo poveri come gli isolesi di allora, eppure sembriamo aver perso quel senso di comunità che un tempo pervadeva il paese. Sembriamo esserci dimenticati da dove veniamo, da dove hanno avuto origine le cose che con fatica i nostri avi si erano conquistati.

Moltissimi benefattori hanno dato il loro contributo, in questi cent’anni di attività…molti sono ancora coloro che si battono per far sopravvivere l’asilo.

Io non ho figli per adesso e semplicemente parlo a nome di tutti quei bambini ormai cresciuti che hanno avuto l’opportunità di sentire quell’asilo come la loro casa. Se avete un briciolo di cuore e mi rivolgo soprattutto alla gente del paese, aprite il portafogli e fate una donazione anche minima… ma dovete farlo adesso, con urgenza, prima di Natale, perché il tempo sta scadendo, l’asilo ha molto da pagare e questa volta rischia di chiudere i battenti davvero definitivamente.
Molti di voi, isolesi, siete stati in quell’asilo, non vi piange l’anima a saperlo coi conti in rosso, senza più alcuna speranza di risollevamento? Se siamo dove siamo oggi, è anche merito delle istituzioni e dei servizi che il nostro paese ci ha offerto.

A L’ASILO

Pensando a-ovei

che da tempo o l’é passou

comme in seunno me arregordo

quei giorni che mae moe

a l’Asilo a m’à portou.

Vestivo un scosalin

tutto a quadretti,

pe man portavo un cavagnin

e a giorni me demoavo

in to teu giardin.

Asilo, quanti ricordi

ti fae rivive con o to’ nomme!

Ricordi confusi, anneggiae,

comme son tutti i ricordi da primma etae,

quande tutto o mondo vedeivo

in t’o sorriso de mae moae.

Traduzione dal genovese: Pensando a ieri/che da tempo è passato/come in sogno mi ricordo/quei giorni che mia madre/ all’Asilo mi ha portato./Vestivo un grembiulino/tutto a quadretti,/ per mano portavo un cestino/ e, a giorni, giocavo/ nel tuo giardino./ Asilo, quanti ricordi/ fai rivivere con il tuo nome!/Ricordi confusi, annebbiati,/come sono tutti i ricordi della prima età,/quando tutto il mondo vedevo/ nel sorriso di mia madre.

(di Ermanno Allegri)

Come bibliografia di riferimento è stata utilizzata l’opera “Suonan le nove… 100 anni di Asilo a Isola del Cantone”.

A cura di Franny.

7 risposte a "Salviamo l’Asilo Infantile di Isola del Cantone (GE)"

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