La celebrazione dei morti in Liguria

Cimitero monumentale di Staglieno, Genova.

Come si celebra la festa dei defunti in Liguria?

La commemorazione di tutti i defunti (dal latino Commemoratio Omnium Fidelium Defunctorum) è una ricorrenza della Chiesa cattolica romana, celebrata il 2 novembre di ogni anno, il giorno successivo alla festa di Tutti i Santi. La ricorrenza in questione è comunemente nota come “giorno dei morti”.

Secondo il calendario liturgico romano è anch’essa una solennità.

C’è chi dice che civiltà antichissime celebrassero già la festa dei defunti in questo periodo dell’anno e che la scelta della data fosse stata effettuata per ricordare il Grande Diluvio, di cui parla la Genesi, per esorcizzare la paura di nuovi eventi simili.

Al di là del credo religioso e delle leggende, sono in moltissimi ogni anno a omaggiare i propri defunti.

Nelle varie regioni italiane, la festa si celebra in modo molto diverso.

Vediamo quali erano le principali tradizioni della Liguria in passato e cosa viene fatto oggi per ricordare chi non c’è più!

Cimitero di Staglieno, Genova.

Qui la festa dei morti è sempre stata celebrata con piccole consuetudini e veri e propri riti di accoglienza.

Si dice che questi festeggiamenti spesso durassero addirittura 12 giorni, fino a San Martino, l’11 novembre.

Le persone tendevano ad alzarsi presto, pulire e risistemare le case e le camere, per lasciare il letto ai cari defunti che erano venuti a visitarli e che dovevano essere stanchi del lungo viaggio. Nel contempo, si preparavano cibo e vivande da porre sul tavolo a disposizione dei morti.

L’antropologo Paolo Giardelli, nel suo libro “Il cerchio del tempo” (Sagep 1991) riportò le diverse usanze esistenti nella regione. In proposito, scrisse che nell’imperiese si lasciava aperto il cassone dei fichi, a Isolabuona, in Val Nervia, si lasciavano aperte le finestre delle case, in Val Bormida si accendeva il fuoco nel camino, al Garbo, in Val Polcevera, si cambiavano le lenzuola e si velavano gli specchi, in Lunigiana si andava nei cimiteri a bussare sulle lapidi delle tombe per svegliare i morti.

Anche in Liguria si usava intagliare le zucche per porre al loro interno delle candele, soprattutto a Rezzo in Valle Arroscia.

Simbolo gastronomico della ricorrenza in Liguria sono le fave, per via del loro unico fiore nero, il cui colore è rappresentativo della mestizia della giornata. Un altro piatto tipico del giorno dei morti è lo stokke, lo stoccafisso, insieme a bacilli piccoli e scuri.

Stoccafisso e bacilli.

Pianta di fava fiorita.

Attualmente, molte delle usanze prima celebri sono cadute in disuso. Nei giorni prima delle ricorrenze di Ognissanti e dei Morti, la gente si reca nei cimiteri, pulisce le tombe, porta fiori, rendendo omaggio ai propri cari in modo semplice ma significativo. In città e nei paesini, avvengono poi piccole celebrazioni e commemorazioni anche in onore dei caduti delle guerre.

A cura di Franny.

2 risposte a "La celebrazione dei morti in Liguria"

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