Biblioteche: la salvezza dormiente. In un’ottica distopica.

Ad oggi diamo quasi per scontata l’esistenza dei libri, perché abbiamo risposte e conoscenze a portata di mano. Con il cellulare, il tablet o il pc riusciamo a sapere moltissime cose in maniera immediata. Basta accedere a un motore di ricerca e immettere la parola, frase, che cerchiamo ed escono moltissime informazioni. Che poi siano incomplete, da filtrare o da selezionare è un’altra faccenda: in un tempo anche recente tutto questo non era possibile, e ora lo è praticamente in tutto il mondo.

Tutto questo grazie a Internet, la rete sviluppata e informata che permette via vai di dati, informazioni, transazioni commerciali e scambi. Insomma una grande comunicazione artificiale, una delle più grandi raggiunte.

Anche Internet, per funzionare, segue una sua “filiera”: dipende dall’energia elettrica, dai ripetitori, da cavi, strumenti e da abbonamenti o “sovvenzioni” di natura economica da parte dei suoi utenti.

In quest’ottica è naturale dare un po’ per scontati quotidiani, perdersi a leggere notizie e gossip anziché mettersi a leggere un libro di interesse, perché non è sempre facile spostare l’attenzione da una fonte così calamitante, utile e ricca di stimoli. Addirittura i libri si possono trovare anche gratis o a prezzo ridotto in formato Kindle. Non tutti apprezzano il formato “virtuale” rispetto al libro in “carta e ossa”, però la disponibilità del testo può indubbiamente fare comodo. Del resto, sempre di lettura si parla!

Fin qui tutto bene, tutto a portata di mano, tutto apparentemente evoluto.

Ma cosa succederebbe in un’altra ottica?

Un’ottica dove man mano i prezzi del servizio di telefonia aumentano, in modo da non essere più accessibili a tutti per finire a diventare ad uso esclusivo di un’élite. Come se si paragonasse un bambino africano negli anni ’90, che non possiede un quaderno, a una benestante famiglia milanese, appena dotata di una fra le prime enciclopedie su floppy disk con relativo computer. A sua volta quasi superata da una famiglia americana che possiede la versione più moderna e aggiornata.

Peggio, un’ottica dove alcuni disastri naturali o esaurimento delle risorse non permettono l’utilizzo di molte delle tecnologie che supportano direttamente o indirettamente Internet.

Ecco diventare il tablet obsoleto. Anzi inutile. Si tornerebbe a quando non esistevano le forme di tecnologia attuali ma il progresso si stava comunque muovendo, come negli anni ’50/’60 del ‘900? O si passerebbe prima dal Medioevo? Qui le Biblioteche erano il fulcro del Sapere umano, dove era detenuto e gelosamente sorvegliato e gestito. Da alcune persone degne, ma da altre sicuramente malintenzionate, che con la scusa di proteggere la conoscenza, che è forza, avevano il potere tra le mani.

La Biblioteca-Labirinto, sequenza tratta dal film “Il Nome della Rosa”, dall’omonimo libro di Umberto Eco.

La cosa buona è che si cercavano di fare delle copie di molti testi perché la carta è effimera.

Incendi, censure e imprevisti sicuramente ci hanno privato di molti scritti importanti.

Le attuali biblioteche possiedono anche CD, DVD, formati elettronici. Non solo per dare disponibilità a tutti, ma anche per detenere e conservare vaste gamme di cultura, in tutte le forme possibili.

Anche se non tutto cio’ che è scritto è verità, è corretto, è legge, spinge comunque a riflettere, a confrontarsi, a sognare, a svegliarsi.

Verba volant, scripta manent.

Dal latino, le parole volano, gli scritti rimangono.

A cura di Crystal.

2 risposte a "Biblioteche: la salvezza dormiente. In un’ottica distopica."

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  1. Anche a me affascina l’idea della biblioteca, ma di fatto ormai non ci vado più.
    Soprattutto perché io leggo libri tecnici, dove si impara qualcosa, non romanzi. Quindi mi trovo meglio con qualcosa di digitale (un pdf o un motore di ricerca) dove posso fare una ricerca automatica di ciò che mi serve.

    Detesto il brodo aggiunto per allungare il discorso.
    In ogni pagina web che spiega qualcosa (o un tutorial su YouTube) occorre skippare almeno il primo terzo della sua lunghezza per arrivare finalmente al sodo.
    Figurati se mi metto a sfogliare 1000 pagine cartacee ingiallite nella speranza che il mio occhio umano caschi proprio su ciò che mi serve…!

    Piace a 1 persona

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