Giornate difficili e come affrontarle

Come i nanetti andavano in miniera cantando “Ei-o”, noi dovremmo entrare al lavoro muniti di un sorriso e di una grande dotazione di pazienza.
Allora… perché l’immagine dei nanetti della disney? Semplicemente perché questi ultimi sono dei rappresentanti emblematici di come dovrebbe essere preso il lavoro di tutti i giorni: con determinazione, un pizzico di allegria, serietà e tanta voglia di lavorare in team.
Ognuno dovrebbe lavorare al meglio, in compatibilità con il proprio carattere e le proprie predisposizioni, proprio come i sette nani. Ovviamente non potremo mai chiedere le stesse cose a Mammolo, a Brontolo o a Pisolo. Ciascuno è a suo modo differente e unico. In un team o in una grande azienda questo però non è uno svantaggio, bensì un arricchimento.

Cosa fare quindi di fronte a una giornata incredibile, difficile al punto da farci sentire pesanti e affaticati?
Bisogna cercare di avere un self-balance per quanto riguarda le attività di lavoro da portare avanti, ovvero non bisogna stressarsi all’inverosimile. Bisogna fare tutto al meglio, ma senza rinunciare alla salute. Se avete capogiri, attacchi di panico, momenti di mancanza di concentrazione dovuta a troppa stanchezza, fate un bel respiro, magari prendetevi un caffè, chiacchierate con un collega. Forse nella chiacchierata troverete persino una soluzione a un problema di lavoro.
Se dovete rendere conto al vostro capo, fate sempre tutto ciò che ci si aspetta da voi e siate educati.
Se siete leader, non massacrate mai troppo il team, un team demotivato, stressato e preoccupato rende molto meno. È sociologicamente provato, secondo lo schema della profezia che si autoavvera, che aspettarsi che le cose non vadano bene le fa andare male.

Questo è vero anche nei campi del lavoro e dell’educazione: ad es. molte volte (ho potuto notarlo anche io quando tenevo classi di bambini), incoraggiando un individuo si hanno più risultati che scoraggiandolo. In particolare, le persone intelligenti, pensando di più, sarebbero maggiormente soggette a determinate pressioni.

Un altro punto importante è alimentarsi correttamente, senza appesantirsi troppo, e dare il giusto apporto di vitamine all’organismo. Poi sarebbe bene anche concedersi una piccola pausa sana ma golosa, ovvero premiarci. Alleniamo la nostra mente alla dinamica successo-premio.

Un altro principio di adottare è infine quello della serendipity (serendipità), o della felix felicis di Harry Potter: affannandosi per raggiungere un determinato obiettivo non si ottiene nulla, spesso i risultati e le soluzioni migliori arrivano per caso o con un gran colpo di fortuna improvviso mentre si stava ricercando altro. Ciò non vuol dire che non dobbiamo impegnarci, no, perché se manca l’impegno manca tutto, bensì che dobbiamo lavorare su tanti progetti in modo reattivo, in modo tale da essere pronti a ricevere una soluzione inaspettata ad uno di essi.

Infine, dobbiamo costituirci una rete di contatti di supporto professionali interna all’azienda, in modo da poter chiedere consiglio alle persone giuste… ma anche e soprattutto per socializzare e avere team più condivisi. Ricordo ancora quello che ci insegnò a suo tempo un professore di Sociologia: “se volete avere successo nella vita, dovete socializzare il più possibile. Perché ogni persona ha una sua rete di contatti e voi potete evolvervi in modo esponenziale solo per mezzo del confronto e della conoscenza.” Socializzare e avere amici stimola il buon umore e, invece di distrarci, come si penserebbe, rende le pause più piacevoli e ci fa essere più redditizi. Questo non vale universalmente, nel senso che ci sono individui che si comportano da free rider anche al lavoro, nel senso che fanno le cose tanto per farle e prendono più pause possibili. Però, cosa si può fare? Ritorniamo ai sette nani, se uno è come Pisolo e prende sei caffè al giorno o uno è come Mammolo ed è estremamente timido e non riesce a chiamare tutta la rubrica per organizzare un evento… Beh, bisogna essere determinati e qualificati. Ma come per i sette nani, tutti hanno diritto a un posto di lavoro, se dimostrano di riuscire a fare quello che devono fare, nonostante i loro deficit e le loro differenze attitudinali e caratteriali.

A cura di Franny.

3 risposte a "Giornate difficili e come affrontarle"

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