Il nostro amico Snoopy

Non potete non sapere chi è Snoopy, a meno che non veniate da Marte!

Noi, come redazione di Power of optimism, abbiamo il dovere etico e morale di trattare un argomento così simpatico e capace di trasmettere allegria anche ai più musoni.

Oggi Snoopy e i suoi amici spopolano sul web, hanno pagine e pagine ricche di post dedicati a loro… ma da dove arriva tutta questa popolarità? Perché Snoopy è ancora un’icona così attuale nel 2019, amatissimo da grandi e piccini?

Ripassiamo insieme qualche tappa fondamentale della sua storia!

Snoopy è il bellissimo bracco dei Peanuts, fra i maggiori protagonisti della celebre striscia a fumetti ideata da Charles M. Schulz.

È il cane, migliore amico di Charlie Brown, bianco e nero, che inizialmente compare nei fumetti come un personaggio ordinario, per poi diventare una delle creature più divertenti e dinamiche dell’universo dei Peanuts.

Gira voce che Snoopy sia stato ispirato a Schulz da uno dei cani che egli aveva da bambino, cui era profondamente legato. Il nome di quest’ultimo era Spike.

Il piccolo Charles Schulz con Spike, il cane che ispirò Snoopy.

Non a caso, Spike fu il nome dato a un fratello di Snoopy che vive nel deserto.

Snoopy è il minore di una cucciolata di otto cani, nati presso l’Allevamento della Quercia (Daisy Hill Puppy Farm).

I suoi fratelli e sorelle si chiamano rispettivamente: Andy, Pallino (Marble), Belle, Molly, Olaf, Rover e Spike. Si vedono assai raramente nella striscia, ma è una curiosità interessante.

Il fortunato cagnolino, che in origine doveva essere solo un personaggio marginale nella serie, fece la sua comparsa nel numero del 4 ottobre 1950, due giorni dopo il lancio della stessa.

Essendo un cane, non può parlare, ma pensa in continuazione e ha una fervida immaginazione. I suoi pensieri sono ovviamente visibili ai lettori, così come quelli di altri animaletti presenti nella serie (es. Woodstock).

Sebbene non parli ed emetta solo suoni, il suo linguaggio è comprensibile a Charlie Brown e agli altri bambini che interagiscono con lui.

All’inizio, Snoopy era solito camminare a quattro zampe, ma l’evoluzione progressiva del suo personaggio lo ha portato ad assumere una posizione eretta.

Lo avrete visto sicuramente giocare a basket e a baseball, pattinare, spedire romanzi… e usare la sua cuccia in modo davvero originale!

Snoopy è solito sedere sul tetto della sua cuccia, infatti, per leggere e scrivere. Fra le sue letture preferite troviamo il libro di “Guerra e pace” di Lev Tolstoj.

Ovviamente, a me -ma è un’opinione condivisa da qualche critico- viene da pensare, che attraverso il personaggio di Snoopy, così vicino a lui e alla sua infanzia, Schulz abbia voluto svelarci e lasciarci fra le pagine dei Peanuts qualche piccola verità riguardante la sua persona. Snoopy in effetti in certi momenti è l’espressione caricaturale di uno scrittore in difficoltà, dotato di una fervida immaginazione, sì, ma che qualche volta va in blocco e non riesce a incontrare il benvolere del difficile mondo dell’editoria.

Alternativamente Schulz si identifica, a parer mio, anche col personaggio di Charlie Brown e con quello di Linus. La sua interiorità e il suo modus vivendi da scrittore, però, la trasmise in modo molto particolare per mezzo dei pensieri di Snoopy.

Snoopy è inoltre innamorato di Lucy van Pelt, ragazzina scontrosa e un po’ saccente, che assomigliava, a detta di alcuni biografi, a sua moglie Joyce.

In alcune biografie del grande fumettista, in particolare, si fa riferimento all’indole un po’ insicura e costantemente alla ricerca di approvazione del celebre autore. Ma chi di noi non ha un po’ di insicurezza, in fondo? Fossimo tutti capaci di tentare di curarla così, producendo lavori meravigliosi che poi diventino famosi in tutto il globo, com’è stato per la sua striscia di fumetti!

Ecco, quindi, quando vi sentite un po’ giù di corda e pensate che la vostra vita faccia schifo o non sia perfetta, ricordate che spesso è così anche per persone che arrivano all’apice del successo, che sono tanto invidiate e sembrano avere tutto quello di cui hanno bisogno.

Se volete ridere un po’ e cercare una vignetta di Snoopy o dei Peanuts che faccia al caso vostro (oggi ne girano anche di rivisitate, occhio alle imitazioni), date un’occhiata sul web o nei vecchi numeri dei Peanuts se siete collezionisti e amanti della serie perché eravate bambini a quell’epoca (o, come nel mio caso, erano bambini i vostri nonni o i vostri genitori).

Per chi ha figli, nipoti, cugini piccoli o anche per chi solo vuole rivivere la bellezza dei Peanuts, consiglio la serie Netflix (che anch’io intendo spulciare) Peanuts.

In alternativa, è carinissimo il film “I Peanuts”, del 2015, dove vediamo tutti i personaggi del fumetto, compresa la ragazzina dai capelli rossi, amore indiscusso di Charlie Brown.

A cura di Franny.

3 risposte a "Il nostro amico Snoopy"

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