Poesia “Nuvole sul Ponte Morandi”

Oggi voglio parlare di una tragedia che ha colpito Genova nel cuore. È avvenuto il 14 agosto 2018. Ricordo che ero in ufficio quando è successo. Sono rimasta letteralmente senza fiato, pensando che, all’improvviso, in un rombo di tuono, un pezzo della città era volato giù nel vuoto, insieme alle vite di tantissime persone.

Ricordo che uscii in anticipo per timore di non tornare a casa e che mi tremavano le gambe a sentire le parole e le preoccupazioni della gente. Rammento di aver chiamato alcuni dei familiari e degli amici più cari e di aver sperato con tutta me stessa che nessuno che conoscevo fosse stato lì sopra. Che egoista! Alla fine, risultò che tutti quelli a cui volevo bene erano al sicuro. Nel pomeriggio, chiamai gli ospedali per dare un mano a lavoro e le parole delle infermiere e delle inservienti che mi riposero mi entrarono dentro come spigoli acuminati. Dicevano che pochi si erano salvati e che la maggior parte dei superstiti era davvero conciata male. Chissà perché, chissà come, quando succedono queste cose ci basta sentire che nessuno che conosciamo è coinvolto. Così ci voltiamo dall’altra parte -anche se non tutti- e fingiamo di non capire il messaggio: la vita è breve e dobbiamo apprezzarla. Quel giorno, così, mossa dalla malinconia, decisi di scrivere una poesia.

Nuvole sul Ponte Morandi

Se guardo alle nuvole, mi immagino voi,

la vostra volontà di vivere e di essere felici ancora.

I vostri sguardi sospesi,

in una dimensione che sta tra questo mondo e la morte.

Voi, che siete partiti sopra quel ponte,

che si è sbriciolato sotto le ruote delle macchine come farina.

Angeli, che non dovevano dissolversi così in fretta,

precipitando, in una voragine di paura.

Ora il cielo è tornato sereno.

Ora solo cirri bianchi lo coprono.

Sono le nuvole dalle quali voi ci state osservando,

chiedendovi perché il destino sia stato tanto amaro.

E siete lì che gridate con tutta la voce dell’anima

ai sopravvissuti, ai feriti, a Genova, di mettercela tutta,

di non mollare, di lottare per rimanere saldi qui.

Ciascuno di noi poteva essere su quel ponte.

Ciascuno di noi poteva seguirvi in quel viaggio angosciante.

Ogni conoscente, amico, amica, fratello, sorella, fidanzata, fidanzato,

persona cara, innamorato, innamorata, poteva essere lassù,

poteva essere con voi.

Il cuore di un’antica marinaia si è spezzato.

Vi piangiamo, con l’anima sospesa.

E anche se non vi conoscevamo,

sarete sempre nelle nostre menti.

Sarete nuvole che sorvoleranno la città,

che a volte copriranno questo cielo terso,

per dirci di non essere troppo spensierati e di riflettere

su quanto precaria e imprevedibile

possa essere l’esistenza umana.

A cura di Franny.

4 risposte a "Poesia “Nuvole sul Ponte Morandi”"

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