Due modi di intendere la realtà

Leggete fino in fondo 😉😉. Vi presento qui i monologhi immaginari di due persone con età diverse e soprattutto con un differente bagaglio di esperienze alle spalle. Voglio insegnarvi che c’è sempre una prospettiva più ottimista, saggia e matura di vedere le cose.

Ugo: “La vita fa schifo… va tutto male. Non c’è un singolo motivo per andare avanti.

Le persone sono cattive, tutti maligni, tutti pronti a rubarti il posto, a fregarti, ad ingannarti, a ferirti. Perché comportarsi correttamente quando il resto del mondo, intorno a me, si dimostra crudele?

Perché non dovrei attaccarmi alla bottiglia, uscire tutte le sere con i finti amici di turno e spaccarmi il fegato di cocktail? Perché dovrei rimanere fedele in amicizia e in amore, quando le altre persone non si fanno problemi a tradirmi e a deludermi?

Oggi il mio capo mi ha insultato, è stato cattivo con me. Perché dovrei continuare a lavorare invece di farmi mantenere?

Sono costretto a stare a casa dei miei genitori, quando altri hanno la fortuna di vivere da soli e non rompersi i coglioni.

I treni sono sempre in ritardo, le compagnie di treni fanno schifo… mi tocca sopportare pure questo… stare su vagoni dove alternativamente c’è un clima da forno o da freezer.

Perché siamo a questo mondo, perché nasciamo e scendiamo sulla Terra?

Perché andiamo incontro a continui fallimenti e sofferenze?”

Elisa: “A volte la mia vita è difficile, ma davvero potrebbe andare peggio. Non so di che dovrei lamentarmi, in fondo ho un tetto sulla testa, ho la salute, ho abbastanza soldi per mangiare, sono anche abbastanza felice.

Purtroppo questo si capisce tardi, o meglio lo si capisce dopo aver attraversato periodi dolorosi, dopo aver trascorso del tempo in un ospedale, dopo aver visto morire o ammalarsi persone a cui volevamo bene, dopo aver perso chi amavamo, dopo essere stati calpestati, umiliati, derisi.

Chi ci ha ingannato, fregato, ferito, spesso, non è stato fortunato come noi. Non ha avuto genitori che gli hanno insegnato a rispettare gli altri, non è stato amato a sufficienza e si sa non si può imparare ad amare senza che ci sia mai stato trasmesso affetto. Perché dovrei comportarmi correttamente non solo in generale, ma anche e soprattutto nei confronti di questa categoria di persone?

Semplice, perché ne hanno bisogno, perché nessuno di loro è perso veramente fino all’ultimo giorno della sua vita. Anzi, spesso alcuni di questi ultimi aspettano solo qualcuno che li consideri, che dia loro una possibilità per cambiare e smettere di essere maligni, disonesti ed egoisti.

Attaccarmi alla bottiglia? Io bevo, in qualche occasione speciale con gli amici ma non ho intenzione di spappolarmi il fegato… per quanto possa essere triste, l’alcool non migliora le cose. Se penso a quell’amica di una mia amica che ha picchiato con la macchina, dopo essersi ubriacata… le si è piantato il volante nel torace… è andata in coma…. e da allora non beve più. Si è risvegliata, ma le è andata di lusso che non è rimasta paralizzata.

Perché dovrei rimanere fedele in amicizia e in amore? Bene, perché non bisogna fare agli altri quello che non vogliamo sia fatto a noi. Se siamo stati traditi e delusi e sappiamo quanto male si sta, per quale motivo dovremmo mai tradire volontariamente a nostra volta?

Oggi il mio capo mi ha insultato, mi ha maltrattato. Di primo impatto, mi sono arrabbiata, poi ho capito che anche il mio capo è un essere umano e come me sbaglia. Magari avrà avuto una giornata difficile o serberà nel cuore qualche problema di cui non sono a conoscenza. Non devo prenderla sul personale, devo accettare le critiche senza esagerare.

Continuo a lavorare perché mi fa sentire viva, appagata, partecipe di qualcosa. A volte è anche divertente. Altri giorni è faticoso. Ma come pagherei le bollette se non lavorassi? In quale altro modo riempirei le mie giornate?

Ormai non vivo più coi miei genitori da tanto tempo. Mi mancano terribilmente… cosa darei per passare ancora un singolo momento con loro! Mi lamentavo sempre di mia madre, poi quando è morta è stato un trauma… trovavo da dire a mio padre per ogni cosa, per ogni discorso stupido che faceva poi si è ammalato di Alzheimer e ho smesso di avere un dialogo con lui.

I treni sono sempre in ritardo, è vero… ma menomale! Meglio un ritardo che uno scontro con un altro treno… se sono in ritardo di qualche minuto, non mi cambia niente.. ma un incidente ferroviario potrebbe mettere fine alla vita di molte persone! E basta con le lamentele sulla temperatura troppo fredda/calda dei vagoni… è bene farlo presente, ma spesso i controllori possono farci poco ed è inutile assalirli.

Qualche volta mi è capitato di pensare perché sono qui, perché sono viva, e tutte le volte che l’ho chiesto, l’universo mi ha risposto, mi ha dato una ragione. Nonostante i fallimenti e le sofferenze, ne vale la pena… per quei piccoli e significativi momenti di pura felicità, che viviamo quando finalmente riusciamo ad ottenere qualcosa per cui abbiamo combattuto strenuamente.”

Grazie per essere arrivati in fondo a leggere e aver così partecipato al mio esperimento sociale. Sono riuscita a farvi riflettere?

A cura di Franny.

6 risposte a "Due modi di intendere la realtà"

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  1. Non so se sia più pessimista Ugo o Elisa.
    Cioè… dico…. se mi lamento dei treni in ritardo lei risponde che è una fortuna che non ci sia stato un disastro ferroviario??? Mi tocco le palle ogni volta che Elisa parla!!!!

    Mi ricorda mia madre, quando in risposta a qualunque lamentela dice “meglio che un tumore”.

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      1. Ogni tanto penso che la chiave sia solo questa.
        Insomma, penso che la felicità non esista… cioè la felicità che da secoli ogni essere umano cerca è solo una chimera, mentre il succo stia tutto nell’accettare quella tristezza che la vita è.
        Insomma, ballare sotto alla pioggia anziché aspettare che smetta.

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      1. S’, però la vita è fatta anche di illusioni: il cervello umano è progettato proprio per dimenticare, illudersi, ecc, per permettere di andare avanti.
        Se uno sta sempre a pensare alle sfighe, ogni mattina avrà paura a uscire dal letto.
        Personalmente non so come facciano quelle persone che lavorano negli ospedali, in oncologia oppure al pronto soccorso dove arrivano continuamente le vittime di incidenti stradali.
        Io sento il BISOGNO di essere spensierato, di essere cretino, sì: VOGLIO ESSERE UN IMBECILLE e lamentarmi continuamente anche se ho già tutto!

        Scusami ma alcuni fatti della mia vita mi stanno stressando un po’….

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      2. Grande Marco😊se leggi altri articoli dei nostri vedrai che anche noi siamo della tua idea… io personalmente, scrive Franny cioè Francesca in questo momento, sono una grandissima sognatrice e cerco di vedere sempre il meglio in tutto… e in certe occasioni della vita, quando dei miei amici anche giovanissimi e delle persone care si sono ammalate è stata dura continuare a vederla così… ma la felicità è come un muscolo si allena😊🌻… le difficoltà ci sono ma non vanno temute, il coraggio e i sogni giusti ce le fanno affrontare

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