I principali partiti europei

Si avvicinano le elezioni del Parlamento europeo, che avranno luogo il 26 maggio 2019, in contemporanea con le amministrative e le regionali che si terranno in molti comuni. Le elezioni si terranno in tutti i 27 (non più 28 dopo l’avvio delle conseguenze della Brexit) paesi membri tra il 23 e il 26 maggio, in conformità con quanto stabilito dal Consiglio dell’UE.

Si tratta della nona elezione di rinnovo dell’Europarlamento dall’inizio della sua storia. Le origini di quest’istituzione risalgono ai tempi dell’Assemblea comune della Comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA). Essa fu poi riconveritita nell’Assemblea comune di tutte e tre le comunità, in seguito alla firma dei trattati di Roma, avvenuta il 25 marzo 1957, che costituirono la CEE e l’EURATOM. Acquisì il nome di Parlamento europeo a partire dal 30 marzo 1962. Nel 1979, l’organo divenne elettivo. L’Europarlamento, ad oggi, è l’unica istituzione europea i cui membri sono direttamente eletti dai cittadini. Esso ha fra i suoi compiti principali quello di dover stilare l’agenda politica dell’UE.

Ecco, quanto segue è importante per capire la vera natura politica dell’Unione europea. Io sento da tutte le parti, per strada, sui social, in TV, gente che afferma alternativamente, a seconda del proprio orientamento partitico, che l’UE è una macchinazione di destra o di sinistra. Ebbene, l’Unione europea, -sorpresa, sorpresa-, è un’organizzazione internazionale politica ed economica a carattere sovranazionale, che non si riconosce stabilmente in uno specifico gruppo nè sfoggia una particolare bandiera partitica. Quello che si può dire è che essa ha mosso i primi passi, con la CECA, nel 1951, per dare agli stati dell’Europa post-bellica un futuro di pace, lontano dai totalitarismi. Questi ultimi, è bene ricordarlo, possono essere sia di estrema destra che di estrema sinistra. Quello che facciamo fatica a capire, quindi, se non adeguatamente informati, è che siamo noi cittadini europei ad avere periodicamente, dal 1979 in poi, la possibilità di dare all’Europa una precisa connotazione partitica, proprio attraverso l’elezione del Parlamento europeo, anche se l’UE avendo a cuore i valori democratici, tende a dare ascolto ai gruppi parlamentari di ogni colore. Essa è infatti, in senso stretto una democrazia sovranazionale.

Inoltre, è essenziale apprendere che i nostri partiti nazionali, i cui candidati deputati -che siamo chiamati a votare e che entreranno a far parte del Parlamento europeo- non sono che una componente infinitesimale di gruppi ben più grandi. Questi ultimi sono denominati “gruppi politici del Parlamento europeo” e sono organizzati, non sulla base dell’appartenenza nazionale, bensì delle affinità politiche. In essi si riuniscono i deputati dell’Europarlamento. Attualmente ne esistono 8, siccome per regola essi devono essere formati da un minimo di 25 deputati. Ovviamente, un deputato può aderire a un solo gruppo politico. I deputati che non aderiscono a nessun gruppo sono detti “non iscritti”.

Ad oggi, i gruppi politici europei sono i seguenti:

  • Gruppo del Partito Popolare Europeo (PPE) ;
  • Gruppo dell’Alleanza progressista di socialisti e democratici al Parlamento europeo;
  • Gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei;
  • Gruppo dell’Alleanza dei Democratici o dei Liberali per l’Europa;
  • Gruppo confederale della sinistra unitaria europea/sinistra verde nordica;
  • Gruppo dei Verdi/Alleanza libera europa;
  • Gruppo Europa della Libertà e della Democrazia diretta;
  • Gruppo Europa delle Nazioni e della Libertà.

Essi sono rappresentati nell’immagine seguente:

È facile notare che i due gruppi maggiori sono il Partito Popolare Europeo (PPE), più orientato a centro centro-destra, e l’Alleanza dei socialisti e democratici (S&D), più orientato a sinistra. Essi rappresentano le famiglie partitiche europee più antiche.

Preme sottolineare inoltre che dai 751 seggi indicati sopra si passerà a 705, poiché dei 73 posti prima assegnati al Regno Unito solo 27 saranno riallocati tra 14 Stati membri.

La domanda ora è dove confluiranno i voti dati ai partiti italiani nelle famiglie partitiche europee?

  • Partito Democratico (PD): fa parte dell’Alleanza dei socialisti e democratici (S&D).
  • Movimento 5 stelle: al momento fanno parte dell’Europa della Libertà e della Democrazia diretta, ma mirano a creare un gruppo ex-novo.
  • Forza Italia: confluisce nel Partito Popolare Europeo.
  • Lega: appartiene all’Europa delle Nazioni e della Libertà, gruppo che riunisce i partiti euroscettici, xenofobi e sovranisti, di cui Marie Le Pen è capofila.
  • Fratelli d’Italia: fanno parte dei Conservatori e Riformisti Europei.
  • Più Europa: (per ora non ha deputati nel PE): gli eventuali deputati eletti confluirebbero in Alde.
  • La Sinistra (partito nato dalla frantumazione di LeU): eventuali deputati eletti finirebbero nella Sinistra unitaria europea/sinistra verde nordica.
  • Europa Verde e alleati:eventuali deputati eletti entrerebbero nei Verdi/Alleanza libera europa.

Per approfondimenti sulle liste ammesse, si rimanda a:

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Elezioni_europee_del_2019_(Italia)

Per i contrassegni a:

https://dait.interno.gov.it/elezioni/trasparenza/europee2019

Konrad Adenauer (1876-1967), tra i 3 padri fondatori dell’Europa, leader CDU tedesca, partito oggi facente parte del PPE dell’Europarlamento.

A cura di Franny

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