“L’Aquila, grandi speranze”- fiction RAI

Voglio parlarvi di quella che si prospetta una delle maggiori promesse della fiction RAI 2019, “L’Aquila, Grandi speranze”. Il primo episodio della fiction, che ci farà compagnia per altre cinque serate, è andato in onda martedì 16 aprile. Si tratta di una serie televisiva creata da Stefano Grasso e diretta da Marco Risi. Un grande cast e livelli di ascolti lusinghieri non sono bastati a convincere gli aquilani, che non si sono sentiti adeguatamente rappresentati e hanno argomentato che la vicenda raccontata manca di veridicità, realismo, dramma. Per quanto questo possa corrispondere al vero, non siamo che alla prima puntata e sarebbe corretto aspettare prima di dare giudizi troppo duri. In fondo, la fiction è nata per dare davvero una speranza alla città, per cercare di mostrare il lato più positivo dell’Aquila e la forza caratteriale degli stessi aquilani. Si può trovare comprensibile che chi ha provato la tragedia e il trauma del terremoto non riesca a concepire le licenze artistiche che sono state prese dagli autori della fiction, il cui intento credo fosse quello di catturare gli spettatori senza angustiarli eccessivamente. Gli autori hanno cercato semplicemente, a mio parere, di concentrarsi sulla fase subito successiva a quella del lutto e del dramma, cioè quella della ricostruzione. Possiamo biasimarli per aver tentato di spingere l’attenzione al di là del dolore e della commiserazione? Il titolo stesso della serie televisiva dà un’idea esaustiva del taglio che si voleva dare a questo prodotto RAI, ossia un prodotto che si servisse dell’ottimismo, della visione positiva per interessare la nazione dei problemi veri del capoluogo abruzzese. Dietro l’umorismo apparente, le risate, il sorriso, molto spesso infatti c’è una grande sofferenza. Chi sorride sempre non è né stupido né felice, ma meramente forte. La mia recensione, quindi, vuole essere completamente opposta a quella di Repubblica e che potete leggere qui: https://www.repubblica.it/spettacoli/tv-radio/2019/04/17/news/l_aquila_grandi_speranze_fiction_polemiche_siocial-224279918/ .

Comunque, la serie si concentra in particolare sulle vicende che coinvolgono due nuclei familiari a un anno e mezzo dal sisma. Il primo nucleo familiare è composto da Franco (Giorgio Marchesi), Silvia (Donatella Finocchiaro) e l’adolescente Davide (Andrea Pittorino), sconvolti dalla scomparsa della piccola Costanza di cui si sono perse le tracce. Il secondo è composto da Gianni (Giorgio Tirabassi) e Elena (Valentina Lodovini), insieme ai rispettivi figli, che aspettano di ritornare nella loro casa che si trovava in zona rossa. Fra gli altri personaggi principali, troviamo l’imprenditore Riccardo (Luca Barbareschi), che si è trasferito in città insieme alla figlia Margherita (Rosa Enginoli) per occuparsi della ricostruzione della città. Nel cast ci sono anche tre ragazzi aquilani. Forse l’unica grande mancanza -ma è presto per parlare- è il dialetto aquilano, di cui emerge solo qualche frase qua e là e che spesso è strascicato o è un misto di ciociaro, romanesco e marchigiano che non si può sentire. Personalmente, da ragazza che ha avuto negli anni solo un’esperienza di turista nella città, io l’atmosfera di accoglienza, calore, positività e voglia di lottare, tipica de L’Aquila, l’ho sentita tutta. Sono rimasta colpita anche e soprattutto dal personaggio della sorella di Silvia, che fa la parrucchiera ed è un po’ sensitiva, forse perché mi ha ricordato una persona reale della città da cui andavo sempre: la simpaticissima Carmen, la parrucchiera da cui andavamo sempre io e mia madre e che mi convinse a schiarirmi i capelli per la prima volta. Non voglio dire di più sulla trama… fate un favore alla città, cominciate a vedere questa fiction anche se vi darà solo un’idea molto approssimativa di quello che è L’Aquila davvero e di ciò che ha significato il sisma del 2009 per i suoi cittadini. Domani sera tutti sintonizzati su Rai 1!!!!

A cura di Franny.

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