Indossare la felicità

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Che cos’è esattamente la felicità? Davvero la si può indossare? Io credo di sì.

La felicità, tuttavia, per me non è quello stato esente da dolore, caratterizzato da euforia continua, voglia di sorridere, nell’ambito di una circostanza particolarmente fortunata. Se così fosse, essa sarebbe una condizione prettamente effimera e fugace nella vita umana. C’è chi la pensa a questo modo, sì.

Io, per parte mia, invece, credo che la felicità sia qualcos’altro e che si possa indossare. Ritengo che essa sia un’attitudine, uno spirito particolare con cui affrontare la vita e tutte le sue difficoltà. Nessun uomo, infatti, può raggiungere lo status della felicità, se pensa che essa sia uno stadio di perfezione e assenza assoluta di dolori e amarezze. La perfezione, infatti, è per sua stessa definizione qualcosa di irraggiungibile e impossibile.

E se, al contrario, la felicità fosse una condizione cui ci si può allenare? Se la felicità fosse un abito che puoi indossare nei giorni più belli come nei giorni bui?

A volte, siamo ricchi e non lo sappiamo: magari abbiamo una famiglia che ci vuole bene, siamo in salute, abbiamo amici straordinari, ma sentiamo dentro di noi quel senso di incompletezza che è tipico della natura umana. Siamo sempre alla ricerca di qualcos’altro. Anche quando abbiamo raggiunto traguardi che ci eravamo prefissi da tempo e per cui, anni addietro, saremmo stati felicissimi, ci sentiamo sempre come se ci mancasse ancora qualcosa. Sì, ciò non è sostanzialmente negativo, ma rischia di minare il nostro umore, la nostra serenità e rendere vani tutti quei progressi che abbiamo fatto.

Ecco, per me si può trovare un briciolo di felicità in ogni situazione. C’è sempre qualcosa per cui essere grati. Per me la felicità è quindi un atteggiamento in continuo mutamento, non uno status, non un traguardo, ma qualcosa che si cerca di mantenere malgrado gli ostacoli e le criticità dell’esistenza. Per mantenere tale atteggiamento e stare bene, bisogna pensare a se stessi come una nave in alto mare, come un vecchio galeone di legno nel quale ogni tanto spuntano delle piccole falle. Le falle rischiano di farlo affondare costantemente. Esse rappresentano, diciamo, le nostre preoccupazioni della quotidianità o le cose cui teniamo di più e che ancora non siamo riusciti a conquistare. Se ci lasciamo prendere dal panico e dallo sconforto, cosa succederà? Andremo a fondo, noi e il galeone, ovvero diventeremo depressi e passivi senza alcuna voglia di reagire. Così facendo, però, non attireremo nulla di buono. Se, invece, proveremo a chiudere con coraggio e determinazione le falle, ogni volta che si presentano, e a scacciare i nostri pensieri negativi, potremo fare tanto, tantissimo, non solo per noi stessi ma anche per altre persone. Spesso, noi ci lamentiamo per banalità, cose insignificanti, come l’aumento di una rata del mutuo, un appuntamento che è saltato, un fidanzato/a che ci ha lasciati, un voto a un esame che non ci ha convinti, una cena che non è venuta buona come avrebbe dovuto, un vestito che è diventato vecchio, il maltempo, ecc… ecco, sprechiamo energie. Sì, perché nel mondo ci sono persone che hanno guai veri, guai grandissimi, come malattie, disabilità e altro e che, nonostante tutto, hanno dentro di sé una forza e un coraggio straordinari. Quelle persone riescono a trovare aspetti positivi e momenti di felicità in ogni circostanza. Ess, inel vero senso della parola, indossano la felicità, perché vedono bellezze che agli occhi delle persone comuni sono precluse e sanno apprezzare le piccole cose. Allora, questa riflessione vuole essere un monito per tutti a fare qualcosa di più, a tentare di sorridere e a trovare positività anche nei periodi di tristezza e scoraggiamento. Io stessa avevo un carattere umorale e più pessimista, prima di incontrare persone e vivere situazioni che mi hanno cambiata prepotentemente, che mi hanno incoraggiata a fare qualsiasi cosa per non permettere alla mia nave interiore di affondare.

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“La vita è come uno specchio: ti sorride se la guardi sorridendo.”

(Jim Morrison)

A questo proposito, volevo condividere con voi il pensiero di una ragazza malata di tumore, di nome Holly Butcher, poi deceduta, che mi ha fatto molto riflettere: https://youtu.be/CF-yTNb7g34

A cura di Franny.

3 risposte a "Indossare la felicità"

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